Siria, le bombe “buone” di Trump uccidono più civili di quelle di Assad

di Daniele Dell'Orco
18 Aprile 2017

Era un Donald Trump “barbaradursiano” quello che si mostrava accorato di fronte alle tv e ai cittadini americani mentre parlava del presunto attacco sui civili con arme chimiche ad opera del “cattivone” Assad. Il Presidente Usa, per tutta risposta, aveva pensato bene di difendere i bambini siriani vittime dei bombardamenti aumentando a sua volta il volume dei bombardamenti. Forse pensando che le sue bombe fossero più intelligenti di quelle degli altri, non si è reso conto che in realtà uccidono come, se non peggio, di quelle delle forze governative siriane. Solo che nessuno lo dice.

Come si legge su Gli Occhi della GuerraAir Wars, l’Ong inglese nata dall’alleanza tra giornalisti, ex militari e ricercatori, nel suo ultimo rapporto di marzo racconta che da tre mesi i civili uccisi dai raid della coalizione guidata da Usa e Arabia Saudita, uccidono molti più civili di quanto facciano i raid dell’aviazione di Assad e di quella di Putin. Nel solo mese di marzo, inoltre, la lega saudo-americana avrebbe ucciso tra 1.782 e 3.471 civili, in gran parte sui fronti di Mosul (Iraq) e Raqqa (Siria), le due roccaforti dell’Isis. In gran parte ma non solo: per esempio, il 1 febbraio gli aerei americani (autori di oltre il 90% dei raid) hanno colpito un ospedale della Croce Rossa a Idlib, capoluogo della provincia siriana dove si è radunato il grosso dei jihadisti e dei ribelli (più o meno moderati).

Tra quei poveri morti ci sono ovviamente molti bambini: almeno 80 nel solo mese di marzo, con almeno 30 donne. La cosa paradossale è che nel mese di marzo le incursioni della coalizione internazionale sono diminuite del 21% sulla Siria (434 in tutto) e dell’1% sull’Iraq (268), eppure i attivi della Coalizione (Usa, Regno Unito,Francia, Belgio, Danimarca, Australia, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) hanno sganciato un numero di ordigni del 13% superiore a quello di febbraio.