Londra, la festa degli jihadisti e quell’Occidente che non impara mai

di Daniele Dell'Orco
23 Marzo 2017

A un anno esatto dagli attentati di Bruxelles il terrorismo islamico torna a colpire una delle città più blindate al mondo in uno dei suoi luoghi simbolo: il Parlamento. A Londra, così come in Belgio, un attacco del genere, costato la vita a due civili e un agente, oltre all’assalitore stesso che ha agito da solo, hanno lo scopo ben preciso di dimostrare al mondo Occidentale che i tagliagole sono ancora, e sempre, in grado di colpire quando vogliono, dove vogliono e come vogliono. Se dodici anni fa l’attacco kamikaze nella metropolitana della capitale britannica potesse essere considerato ancora frutto di un’impreparazione post-11 settembre che non aveva fornito all’Occidente piena consapevolezza delle modalità e degli scopi degli jihadisti, ora il livello di allerta dovrebbe essere molto più alto. Specie perché, con l’avvento dell’Isis, il terrorismo ha cambiato volto e metodi d’azione, privilegiando i “cani sciolti” che spesso sono già presenti in loco e perfettamente integrati tra i cittadini.

I servizi di sicurezza e di intelligence, invece, una volta di più mostrano una certa inadeguatezza. Sul forum 4Chan, un utente anonimo, il giorno prima dell’attacco a Westminster, aveva rilasciato un messaggio cifrato con alcune coordinate che indicavano il possibile luogo di un attentato. Nell’immagine postata anche due pistole. Segnali che i servizi inglesi hanno sottovalutato. A questo elemento va aggiunto anche il dettaglio che da qualche giorno le attività delle chat jihadiste avevano fatto registrare un incremento di scambi di messaggi.

Intanto gli jihadisti dell’Isis fanno festa in Rete per l’attacco a Westminster con slogan come “sangue per sangue” e parlando di una vendetta per i “loro” morti a Mosul. In questo momento si cerca di capire quale sia la vera identità dell’attentatore. In un primo momento si pensava ad Abu Iazzaden, portavoce di un gruppo jihadista che però in questo momento si trova in carcere. L’auto usata per l’attacco sarebbe stata noleggiata a Birmingham. E adesso la polizia sta provando a verificare queste informazioni con un blitz nella città britannica per capire come sia nato il piano omicida dell’aggressore.