Essere fascisti in democrazia: breve storia dell’estrema destra inglese

di Pierfrancesco Malu
18 Ottobre 2016

Parlando di partiti o movimenti di estrema destra, ci vengono in mente per primi quelli che fanno capo alla famiglia dei fascismi. Di conseguenza, tornano alla mente i paesi in cui il fascismo (o altri movimenti di destra) ha avuto un importante ruolo storico o di governo. Italia, Germania, Spagna, recentemente la Francia, o alcuni paesi scandinavi, e le esperienze sudamericane sono alcuni degli esempi in cui l’estrema destra ha avuto la possibilità di esprimersi anche nella sua forma più compiuta. Da questo elenco, viene escluso, un po’ per abitudine e un po’ per scarsa conoscenza, il Regno Unito che è, in realtà, uno dei paesi più importanti per l’estrema destra, nonostante questa non abbia mai avuto alcun ruolo di governo.

Siamo scolasticamente abituati a percepire il Regno Unito come la culla della democrazia moderna, nata con la concessione della Magna Charta Libertatum del 1215, e proseguita, quasi linearmente, fino ai giorni nostri con il progressivo sviluppo di istituzioni democratiche e un sistema partitico funzionale. Tenendo in gran parte per buono questo assioma, tuttavia, bisogna rilevare che, quantomeno dalla seconda metà del Diciannovesimo secolo, crebbe nel Regno Unito una concezione della politica sempre più protezionista e conservatrice, scaturita in parte dalla crisi economica, sociale e militare che stava coinvolgendo il Paese che vedeva sempre più erodersi il proprio margine di vantaggio competitivo dalla repentina crescita di Stati Uniti e Germania.

In questo ambito, a cavallo tra i due secoli, emersero figure come quelle di Joseph Chamberlain che diventerà uno dei più importanti teorici dell’ultra conservatorismo britannico e che lascerà un’importante eredità a buona parte dei partiti che verranno nei decenni successivi. Prendendo le mosse da un conservatorismo economico e, presto, da un protezionismo razziale in opposizione all’immigrazione, il Regno Unito ha poi accolto, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, alcune delle più raffinate esperienze politiche riconducibili al fascismo grazie all’opera di Sir Oswald Mosley. La sua British Union of Fascists prima e lo Union Movement poi sono degli esperimenti partitici che per ricchezza e coerenza dei contenuti non posso essere oggettivamente paragonati a nessun altro prima e dopo. Mosley è stato un personaggio particolare, dalla cultura e dalle capacità dialettica e teorica ben superiori a quelle dei suoi contemporanei, diventando poi (assieme a Chamberlain) uno dei principali punti di riferimento dell’estrema destra a partire dagli anni Sessanta fino ad oggi. Anche se spesso ispirata ad altri movimenti esteri (in particolare nel periodo del fascismo) l’estrema destra britannica ha da sempre conservato dei caratteri del tutto peculiari e maturati grazie alla diretta esperienza di politica locale che, talvolta, ha fatto anche in modo di mitigarne l’essenza.

Dopo Mosley, l’estrema destra britannica ha subìto un processo di forte radicalizzazione nel tentativo di sopravvivere e distinguersi sempre più da un Partito conservatore che fin troppo spesso tende a sovrapporsi, in temi ed elettori, a questo genere di movimenti. Nei periodi, infatti, in cui i Conservatori vivono una fase di crescita, l’estrema destra torna ad essere un movimento da sottobosco, un focolaio quasi spento ma che cova ancora delle ceneri ardenti. Di converso, nei momenti di debolezza per i Conservatori, la fiamma dell’estrema destra riesce ad ardere e scoppiettare anche con una certa forza, sottraendo voti tanto ai Conservatori quanto ai Laburisti, arrivando anche a ridurre drasticamente i consensi in capo ai liberali. Pur essendo certamente un Paese il cui sistema politico poggia su delle solide basi democratiche, il Regno Unito, ancor più di altri, presenta un nutrito numero di movimenti e partiti di estrema destra che denotano una tendenziale impronta conservatrice in tutto il suo tessuto civile ed elettorale. Questo è ormai un dato di fatto che racconta come anche tra la working class tradizionalmente laburista esista invece uno spazio tutt’altro che ristretto per l’inserimento della destra.

Ben lungi da sparire, l’estrema destra inglese si è col tempo evoluta e ha preso poi due strade parallele, anche se solo parzialmente distinte, facenti capo a due principali partiti: il British National Party e lo United Kingdom Independence Party. L’evoluzione più compiuta dell’estrema destra (lasciando da parte in questo ragionamento i movimenti più piccoli e improntanti essenzialmente sul razzismo che pur ancora esistono), si muove a partire da un approccio alla politica di stampo populista che contraddistingue sia il BNP di Nick Griffin sia (tanto più) lo UKIP di Nigel Farage. Tuttavia, mentre il BNP può essere più degli altri riconosciuto come l’erede dei movimenti di estrema destra del primo e del secondo dopoguerra, lo UKIP ha origine da un’idea e un’esperienza diversa e storicamente ha da sempre cercato di fuggire da questa categorizzazione pur finendoci regolarmente dentro a causa della sua stessa condotta politica. Per certi aspetti, anzi, lo UKIP fa riferimento alla tradizione politica britannica conservatrice pre-fascista, nel tentativo di non esasperare alcuni caratteri più marcatamente estremisti. Anche se figli di esperienze diverse, UKIP e BNP sono comunque dei parenti che fanno parte della stessa grande famiglia, di cui lo UKIP rappresenta la forma più moderna e compiuta ( anche se a volte confusa), tanto da portare via gli elettori al BNP e ricalcarne spesso i tempi pur, allo stesso tempo, rigettandone la comunanza ideologica.

Lo UKIP è l’ultima fase del processo evolutivo della destra britannica, fatto di importanti peculiarità quanto di caratteristiche comuni (nonostante l’euro-scetticismo) agli altri partiti della destra populista europea. Dopo la Brexit, però, lo UKIP, che ha raggiunto il suo principale scopo, dovrà reinventarsi per sopravvivere a se stesso, portando l’estrema destra inglese ad una nuova fase della propria evoluzione. Una fase in cui probabilmente le particolarità britanniche saranno ancora più importanti e presenti rispetto al passato, creando una nuova e particolare identità per tutta l’estrema destra del Regno Unito.