Quando Saviano diceva: “Riace modello vincente, rinata grazie ai migranti”

di Daniele Dell'Orco
2 Ottobre 2018

Lo scorso agosto Roberto Saviano, nemico giurato di Matteo Salvini, si era recato in Calabria per difendere il “modello Riace” e il sindaco Mimmo Lucano, che da mesi protestava per il blocco dei fondi dell’accoglienza da parte proprio del Ministro dell’Interno e della prefettura di Reggio Calabria. Salviano parlò di “boicottaggio di tipo politico”. Chissà come reagirà invece alla notizia dell’arresto di Lucano per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La cosa davvero comica, poi, è che l’indagine nei confronti del sindaco, con conseguente interrogatorio e perquisizione, risale a un anno fa. Ben prima, dunque, delle elezioni del 4 marzo. Ad attaccare “politicamente” Lucano sarebbe stato allora l’establishment Pd?

In ogni caso Saviano in visita nel paesino della Locride disse di aver constatato personalmente la rinascita di Riace grazie ai migranti. “I fondi per l’accoglienza hanno creato lavoro, possibilità, crescita. Ditemi se questo non è il compito della politica? Che per fare qualcosa ci sia necessità di denaro lo sappiamo. Ma non è vero che tutto il denaro è uguale. La furbata è di far passare la necessità di denaro come sporcizia. Sporcizia è rubare, evadere e portarsi via milioni e milioni di rimborsi elettorali e riciclarli con i cartelli ’ndranghetisti. Senza ironia o provocazioni, qua ci sarebbe da dire a Salvini ‘vieni a vedere e raccontami se questo pezzo di Sud sta compromettendo lo sviluppo del Mezzogiorno”.

“Riace è necessaria – aggiunse -. Non si può più fare a meno di Riace. Si è riusciti a fare ripartire un pezzo d’Italia”. Mentre invece la Lega sarebbe collusa con la criminalità organizzata: “Oggi alla Lega serve la fame e la rabbia dei meridionali. Voi lo sapete benissimo chi sono i riferimenti della Lega in Calabria. Sapete benissimo chi a Rosarno il riferimento della Lega ha fatto sempre affari con ’ndranghetisti”.

Saviano aveva omesso per ovvie ragioni di dire che la parte di quegli oltre 5 miliardi l’anno che l’Italia spende per l’accoglienza veniva utilizzata da Lucano in modo fraudolento. A fare chiarezza, allora, ci hanno pensato i pm, che spiegano come durante l’inchiesta sia “emersa la particolare spregiudicatezza del sindaco Lucano, nonostante il ruolo istituzionale rivestito, nell’organizzare veri e propri ‘matrimoni di convenienza’ tra cittadini riacesi e donne straniere, al fine di favorire illecitamente la permanenza di queste ultime nel territorio italiano”. Secondo la guardia di finanza, Lucano e sua moglie Tesfahun avevano “architettato degli espedienti criminosi, tanto semplici quanto efficaci, volti ad aggirare la disciplina prevista dalle norme nazionali per ottenere l’ingresso in Italia”.

Per gli inquirenti, ci sarebbero state una lunga serie di irregolarità amministrative e di illeciti penalmente rilevanti “che costellavano la realizzazione del progetto, ma anche e soprattutto l’estrema naturalezza con la quale Lucano e la sua compagna si risolvevano a trasgredire norme civili, amministrative e penali”. In sostanza gli amici di Saviano infrangono la legge mentre accusano gli altri di infrangere la legge.