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Quale futuro per l’aeroporto di Firenze?

di Lorenzo Somigli, in Attualità, del

“Lo sviluppo adesso e non tra cinquant’anni”. Così disse Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio e animatore del Comitato Sì Aeroporto al Palaffari nel maggio scorso all’evento che raccolse larga parte dell’imprenditoria fiorentina, spaventata da un possibile abbandono del progetto. È cambiato molto da quel giorno. A livello nazionale e locale.

Forse per rivalsa verso Renzi, le scelte del neonato governo gialloverde, nel quale sembra, per quanto riguarda le grandi opere, prevalere la visione pauperista del Movimento, rischiano di compromettere quella che è un’infrastruttura decisiva per lo sviluppo non solo di Firenze ma di tutta la Toscana. Per l’imprenditoria di Firenze, per aree d’eccellenza come il Chianti, per la Toscana dei distretti produttivi (oro, marmo, cuoio e molti altri) pesantemente colpiti dalla crisi.

Il progetto dell’ampliamento è partito nel 2014 quando il Consiglio Regionale ha approvato il PIT (piano d’indirizzo territoriale) per la costruzione della nuova pista da 2.400 metri. Passano due anni e il TAR adito dai sindaci della Piana, da sempre fermamente contrari, lo boccia. Secondo le stime, l’ammodernamento porterebbe circa 2000 posti di lavoro senza calcolare i circa 8000 dell’indotto. Nel frattempo Toscana Aeroporti e il Comune di Firenze approvano un masterplan da 300 milioni. A settembre di questo anno al ministero delle Infrastrutture è iniziata la conferenza dei servizi (rinviata da Toninelli a novembre): si tratta della valutazione finale delle autorizzazioni, dei permessi e delle licenze urbanistiche inerenti al progetto. Inoltre pende un nuovo ricorso al TAR: i sindaci della Piana hanno impugnato la Valutazione di Impatto Ambientale.

Quella dell’ampliamento è una questione che non smette di alimentare dibattito ed ivisione a Firenze. Da una parte il Partito Democratico, Forza Italia e Fratelli d’Italia, dall’altra la galassia dell’estrema sinistra, M5S e pezzi consistenti della Lega ovvero i due attori del governo gialloverde. Lacera dall’interno gli stessi partiti, come successo di recente alla Lega. Susanna Ceccardi, sindaco di Cascina (provincia di Pisa) che dichiara: “In Toscana l’aeroporto strategico deve restare Pisa”. Poi rincara la dose Gianmarco Centinaio: Non si farà ha detto in un’intervista a Repubblica Firenze “Lo sviluppo non deve passare da un piano faraonico che non serve a nulla allaToscana. Con molti meno soldi si potrebbe migliorare l’aeroporto di Firenze senza stravolgerlo. Di parere contrario il Sottosegretario Guglielmo Picchi, fiorentino che ha spinto per l’ampliamento. Per metterci una pezza è servito l’intervento del Ministro Salvini che ha dichiarato che sono ancora in corso valutazioni tecniche.

Altre valutazioni tecniche? Dopo tutti questi anni? Quando? Potenziare i collegamenti per Pisa? Con quali soldi? Quanto tempo ci vorrebbe per realizzare questa nuova grande opera?

Nel frattempo mentre i politici, con un occhio ai sondaggi, litigano, i cittadini si organizzano. Fatto singolare, anomalo verrebbe da dire, che si stiano mobilitando non contro ma per la pista. Mobilitarsi per e non contro: già questa è una novità degna di nota. Cittadini di Peretola, Brozzi, Quaracchi: cittadini sorvolati attualmente che avrebbero ristoro da un allungamento della pista. Le zone sorvolate infatti con l’ampliamento sarebbe drasticamente minori: meno sorvolati, meno rumore, meno danni alla salute. In aggiunta più lavoro. L’appuntamento è per giovedì 25 ottobre al Circolo S.M.S di Peretola. La Politica starà a sentire?

Lorenzo Somigli


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