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Il precario equilibrio in Estremo Oriente

Fabio S. P. Iacono di Fabio S. P. Iacono, in Attualità, del

Donald Trump, che sta per tagliare il tagliando del primo anno alla guida degli Stati Uniti d’America, è stato ricevuto nella città proibita. Dietro l’accoglienza imperiale preparata a Pechino nella Sala dei “Tre Tesori” e nello Studio dell’Imperatore Quianlong, si nasconde la transizione del gigante cinese dal comunismo al socialismo. Il recente discorso di Xi Jinping al XIX Congresso d’apertura del Partito Comunista Cinese aveva già presentato alla diplomazia statunitense quale sarebbe stata la tabella di marcia governativa e statale fino al 2049. Lo Stato garante della collettività per mezzo della direzione del capitale al fine di rendere i cinesi felici, più moderni e finalmente liberi dalla corruzione, in pratica cacciando definitivamente i fantasmi di Tien An Men. Le Forze Armate cinesi dovrebbero raggiungere l’apice della loro potenza nell’arco di una ventina d’anni e, tranne il solito chiodo fisso relativo a Taiwan, più che Mao dovrebbe essere Deng Xiaoping il nume tutelare della Cina attuale e del futuro prossimo.

Donald Trump è volato in Cina portando un deficit U.S.A. che ha raggiunto la soglia dei trecentocinquanta miliardi dollari. Dopo essersi assicurato ottimi affari e buoni contratti con le Forze Armate giapponesi e sud coreane in merito all’ammodernamento ed all’efficacia della loro tecnologia difensiva, la quale si è trovata improvvisamente impreparata davanti all’aggressività atomica nord coreana, il primo cittadino degli Stati Uniti d’America ha fatto entrare il capitale cinese nel petrolio texano ed ha gratificato la Boenig intorno all’ammodernamento della flotta aerea civile di Pechino. Melania Trump, indossando un abito su misura in elegante omaggio ai padroni di casa, ha praticamente lanciato contemporaneamente un vero e proprio ultimatum alla presenza comunista in Asia. Potrebbe essere Randall Schriver a preparare il piano d’attacco verso la Corea del Nord che, secondo indiscrezioni, sarebbe sempre più probabile già a partire dal rientro della coppia presidenziale più delegazione al seguito a Washington. Infatti non lontano dalle acque territoriali di Kim Jong-Un incrociano già da tempo forse le tre portaerei più potenti del mondo con a bordo gli efficaci “F-18” ed “F-35”. Indiscrezioni ,però non confermate, hanno indicato anche la presenza di alcuni sommergibili nucleari pronti a neutralizzare efficacemente il dispositivo offensivo in forza a Kim Jong-Un.

Il suddetto scenario poco rassicurante potrebbe essere evitato solo grazie a dei negoziati tesi a mantenere la pace nell’area in questione, che sarebbero addirittura stati imbastiti solo in volo tra Washington e Pechino. L’ultimatum negoziale statunitense ordina l’immediato smantellamento dell’arsenale nucleare nord coreano, più il poco probabile ripristino interno dei diritti civili ed umanitari. Era dal lontano 1949 che un Presidente U.S.A. non veniva accolto con gli onori “imperiali”, decorati dal cerimoniale del tè ed allietato dalle danze tradizionali degli studenti de “L’Opera di Pechino”. Riepilogando, sono stati contratti ben diciannove accordi commerciali tra Stati Uniti e Cina per un ammontare di circa nove miliardi di dollari, le firme sono del Segretario al Commercio U.S.A., Wilbur Ross, e del numero due cinese Wang Yang all’interno della “Sala del Popolo”. Wang Yang è stato infatti appena eletto in qualità di membro permanente interno al Politburo del Partito Comunista Cinese nel recente congresso già da noi sopra citato. Attualmente il passivo commerciale a “stelle e strisce” con la Cina risulta di circa ventisette miliardi dollari. I servizi finanziari tra i due paesi sono così stati non solo confermati ma rinvigoriti. Segnaliamo ancora la singolare realtà cinese che porterà Pechino ad importare carne di maiale e di manzo ben due miliardi di dollari, per una fornitura triennale ad appannaggio della “Montana Stock Growers Association” e della “Smithfield Foods”, per mezzo de “JD.com”, small online, con al momento una gratificante quotazione interna al circuito “Nasdaq”.

Il risultante equilibrio odierno nell’estremo oriente, sancito dalla sconfitta americana in Vietnam di poco più di quaranta anni addietro, a causa dei giochi di guerra atomici sviluppati dalla Corea del Nord, che hanno addirittura recentemente sorvolato lo spazio aereo dell’isola nipponica con capoluogo Sapporo per cadere nel mare di pertinenza sovrana e territoriale di Tokyo, ostacolerebbe l’appena ratificata, a Pechino, transizione della Cina, consacrata così come potenza mondiale di pari rango di Russia ed U.S.A., dal comunismo al socialismo. Kim Jong-Un è una creatura che incarna diacronicamente e quantitativamente un’ideologia abnorme e mostruosa, il comunismo, che ha luttuosamente tinto di sangue rosso già da molto e troppo tempo il pianeta, in sinistra compagnia di sempre più disanimate, residue e burattine piccole nazioni nel mondo. Siamo spiacenti, Prof. Eric Hobsbawm, ma il Novecento è stato un secolo tutt’altro che “breve”.

Fabio S. P. Iacono

Fabio S. P. Iacono

Giornalista e scrittore di origini bizantine, franche e normanne. Ha pubblicato le seguenti opere: “Il sole dietro il sipario” (Sovigliana Vinci 1990), in seguito non riconosciuta; “Nostalgia iperborea” (Melegnano 1999); “Antologia uranica” (Modica 2003); “L’occhio siderale 2003-2004” (Modica 2005); “L’occhio siderale 2005-2008” (Modica 2009); “L’Occidente tra dissoluzione e disgregazione. Quale ricomposizione etica, politica ed economica?” (Accademia Nazionale della Politica Ragusa 2012); “L’occhio siderale 2009-2014” (Fondazione Grimaldi Modica 2014); “Il cigno reale” (Sulmona 2017).


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