Il mondo arabo ghettizza Al Thani, l’emiro del Qatar proprietario di mezzo Occidente
5 Giugno 2017
Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein hanno annunciato la chiusura delle frontiere e lo stop dei rapporti diplomatici con il Qatar, accusato di “appoggiare il terrorismo”, in particolare i Fratelli musulmani, diffondendone l’ideologia attraverso la rete satellitare Al Jazeera. Doha viene poi accusata anche di perseguire l’agenda del rivale Iran. Il personale diplomatico dovrà tornare in patria entro 48 ore, i cittadini del Qatar dovranno lasciare i quattro Paesi entro due settimane e il traffico aereo e marittimo verso il paese peninsulare verrà congelato. La compagnia Etihad ha già fatto sapere che sospenderà i voli. Il Qatar è stato anche espulso dalla coalizione militare araba a guida saudita che sta intervenendo militarmente nello Yemen. Il ministro degli Esteri del Qatar ha reagito sostenendo che si tratta di “misure ingiustificate”, che “si basano su rivendicazioni e accuse prive di fondamento”.
Le trasmissioni di Al Jazeera sono sospese sia in Arabia sia negli Emirati dal 25 maggio, dopo la diffusione di dichiarazioni dell’emiro Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani che criticava Donald Trump – fresco di visita a Riad – e alcuni leader di altri paesi arabi e auspicava un allentamento della tensione con l’Iran descrivendolo come una “forza di stabilizzazione” della regione. Doha ha sostenuto che il messaggio era falso e che era stato diffuso da hacker che avrebbero attaccato il sito del governo con l’obiettivo di minare il ruolo del Qatar nel Golfo e i suoi rapporti con Washington.
Al Thani, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Grand’ufficiale della Legion d’onore della Repubblica francese, ha interessi finanziari in tutto il mondo e possiede letteralmente una fetta d’Occidente.
Dirige il consiglio di amministrazione del Qatar Investment Authority. Sotto la sua guida, il fondo sovrano ha investito miliardi in imprese britanniche e non solo. Possiede grandi quote della Barclays, Sainsbury’s, e Harrods, Volkswagen, Walt Disney, Heathrow Airport, Siemens e Royal Dutch Shell e anche una quota del più alto edificio d’Europa: The Shard, il grattacielo di della City di Londra realizzato da Renzo Piano. Il fondo sovrano, con un patrimonio da più di 600 miliardi di dollari, è proprietario anche della squadra di calcio del PSG, del piano di sviluppo Porta Nuova e dello storico Hotel Gallia a Milano, di molti complessi alberghieri turistici della Costa Smeralda in Sardegna, dell’ex ospedale San Raffaele di Olbia ed è sponsor del Barcellona.
Che agli emirati facesse comodo il doppio-gioco con i terroristi era cosa nota. Ma il Qatar sembra stia giocando il ruolo di capro espiatorio, dacché anche l’Arabia Saudita, colosso in crisi di leadership in Medio Oriente, è da sempre con un piede in due scarpe. Si pensi solo alla “maestra del jihad”, Bushra Haik, pericolosa terrorista, ricercata come reclutatrice di jihadisti per il cosiddetto Stato Islamico ma residente a Ryad, che non rispose al mandato di cattura internazionale emesso dai magistrati di Milano.
E che dire del Bahrain, con Nabil Rajab, noto attivista dei diritti umani, più volte incarcerato dalla monarchia assoluta per aver denunciato il paese come un “incubatore ideologico” per jihadisti sunniti che vanno a combattere in Iraq e Siria. Non solo. L’attivista bahranita accusò persino ex dipendenti del ministero dell’interno di essersi uniti all’Isis.
Ma la parte più interessante la giocano gli Stati Uniti, col Segretario di Stato Rex Tillerson che da Sydney Tillerson ha praticamente chiesto alle nazioni del Consiglio di cooperazione del Golfo di appianare le loro divergenze. In Qatar ha sede una grande base militare statunitense, Al-Udeid, che ospita 10mila soldati statunitensi.