Mihajlović: se si dimenticano rispetto e solidarietà

di Maria Cristina Ferraro
23 Gennaio 2020

Il cuore dei diritti umani è la dignità, intrinseca ad ogni essere umano, che in quanto persona, la sente nei confronti di se stesso e la trasmette nei confronti del prossimo.


Alemeno, così dovrebbe essere. Purtroppo, però, questo non accade in una società come quella in cui viviamo oggi, nella quale ogni individuo si sente in diritto di offendere la condizione e la dignità umana altrui, solo a causa di un semplice contrasto di opinioni.


Questo è esattamente ciò che è successo nelle scorse ore, quando l’allenatore  del Bologna Siniša Mihajlović ha dichiarato: “Matteo Salvini è uno tosto, fa quello che fanno i grandi nel calcio: se promette, poi mantiene. I grandi uomini fanno questo, nello sport ed anche nella politica”.


Evidentemente Mihajlović, schierandosi dalla parte di Salvini, della Lega e di Lucia Borgonzoni – candidata alla presidenza dell’Emilia-Romagna – ha suscitato lo sgomento di molti. Infatti, i social e i leoni da tastiera si sono scaldati, arrivando a scrivere frasi che sono risultate quanto mai fuori contesto e certamente penose. Qui non si è semplicemente trattato di criticare l’opinione di un uomo, si è andati oltre: si è andati a giudicare il privato di un uomo; è stata augurata la morte ad un uomo, che lotta contro una malattia da mesi e lo fa dimostrando grande forza e animo.

In fondo questo non ci dovrebbe più sorprendere, perché, ormai, chiunque si sente nel diritto di offendere e di criticare brutalmente gli altri. Non esiste più la critica costruttiva; non esiste più la capacità di discutere senza ledere il personale.

Tuttavia, ciò è solo l’ennesimo esempio, preso tra tutti quelli che accadono ogni giorno: difatti, il diritto alla libertà di parola e di opinione è diventato, per molti, sinonimo di diritto ad offendere liberamente.

Non è forse drammatico vivere in una società così, che, ogni giorno che passa, comprende sempre meno il significato della parola rispetto?