Il mercato del lavoro in Giappone: metà degli impiegati saranno robot

di Daniele Dell'Orco
6 Gennaio 2017

La sfida dell’uomo alla macchina in ambito occupazionale è destinata da secoli ad essere perduta. In principio furono gli automatismi delle catene di montaggio a mettere a serio rischio il futuro dell’operaio-artigiano. Con l’avvento della produzione di massa divenne impensabile tenere il lavoro manuale sullo stesso piano che aveva occupato fino a quel momento. Poi fu la volta dei pc, con software che dal punto di vista dell’organizzazione, del calcolo, della catalogazione fecero sembrare i bibliotecari, per dirne alcuni, come vecchi brachiosauri. Ora, a quanto pare, il robot è in grado anche di sostituire la capacità cognitiva dell’essere umano e riuscire a farlo, chissà, magari anche meglio. Non è forse il sogno di ogni datore di lavoro avere un dipendente con la stessa efficienza umana ma con delle esigenze inumane? In Giappone, un futuro di questo genere è già realtà. Una ditta di assicurazioni ha licenziato 34 persone per sostituirle con un software di intelligenza artificiale. Computer, insomma. La “Fukoku Mutual Life” ha calcolato che in questo modo aumenterà la produttività del 30%, risparmiando 140 milioni di yen (11,5 milioni di euro) nel giro di due anni.  

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Il sistema che verrà impiegato da marzo «è in grado di pensare come un essere umano», dicono i creatori. «Potrà analizzare e interpretare migliaia di dati complessi, includendo immagini e video». I “cervelloni” passeranno al setaccio certificati medici, denunce e richieste di pagamenti. L’ultima parola spetterà ovviamente ai dipendenti in carne e ossa, ma c’è da pensare a questo punto che saranno resi numericamente al minimo indispensabile.

Da sempre il Giappone è all’avanguardia sull’utilizzo di hi-tech e intelligenza artificiale. Quest’ultima sarà presto utilizzata anche nel settore pubblico: il mese prossimo il ministero dell’Economia la introdurrà in via sperimentale per aiutare i dipendenti pubblici. Nell’estate del 2015, a Nagasaki, è invece stato inaugurato il futuristico Henn-na Hotel. Ad accogliere gli ospiti, alla reception, ci sono alcuni robot dotati di intelligenza artificiale. Anche i facchini e gli addetti alle pulizie sono umanoidi. E presto potrebbero essere sempre di più. Un rapporto dell’istituto di ricerca nipponico Nomura ha previsto che circa la metà di tutti gli impieghi in Giappone potrebbero essere svolto da robot entro il 2035. L’era dei robot è già cominciata.