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L’Italia “razzista” ha donato 109 milioni per il fondo che dovrebbe aiutare i migranti in Africa

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Attualità, del

Un Paese “irresponsabile e cinico” sui migranti, con una posizione sull’accoglienza “vomitevole” e un governo impegnato a “strumentalizzare” politicamente il dramma degli sbarchi. La Francia colpisce duro e non fa sconti all’Italia sul caso Aquarius, aprendo una crisi diplomatica che coinvolge l’intera Europa. Capofila dell’attacco frontale è il presidente Macron, che nella giornata di ieri ha lanciato un doppio affronto all’Italia, prima con le parole del portavoce del suo partito, En Marche, e poi attraverso quelle del portavoce di governo. Parole durissime, ma condivise dalla Spagna, che non solo ha accolto la nave bloccata da giorni nel Mediterraneo offrendo l’attracco nel porto di Valencia, ma ha anche lanciato un monito all’Italia, ravvisando eventuali – secondo la neo ministra della Giustizia iberica Dolores Delgado – “responsabilità penali internazionali” per aver violato i trattati internazionali sui diritti umani.

A seguito delle dichiarazioni rilasciate ieri a Parigi sulla vicenda Aquarius, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, ha convocato questa mattina alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia. Anche e soprattutto per ricordargli che la Libia nel caos ce l’hanno buttata loro, e che nonostante gli accordi firmati nel 2015 dai Paesi Ue sui ricollocamenti dei migranti – con quote stabilite dagli stessi Stati insieme al Consiglio Ue -, l’intesa è rimasta lettera morta: solo il 31,4% dei migranti approdati in Italia e Grecia è stato poi accolto in un altro Paese dell’Unione. A certificarlo è la stessa Commissione Ue.

I numeri di Bruxelles sono inequivocabili: Berlino ha accolto solo 10.282 migranti dei 27.536 per i quali si era impegnata (la Svezia, in effetti ha fatto molto meglio: 3.047 su 3.766). Gli ultimi della classe, tra le grandi economie del Vecchio continente, sono guarda un po’ Francia e Spagna: hanno accettato appena 4.944 e 1.358 richiedenti asilo, rispettivamente il 25,1% e il 14,6% di quanto stabilito dagli impegni europei. I tre big europei hanno respinto in totale 40mila persone.

Non solo: durante il vertice della Valletta nel novembre del 2015 la Commissione europea decise di stanziare il “Fondo fiduciario d’emergenza per l’Africa”, un tesoretto di 2,9 miliardi di euro utile in teoria a promuovere la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo economico nelle regioni-crocevia dei traffici di migranti, come quella del Sahel e del lago Ciad (zone storicamente d’influenza francofona), del Corno d’Africa e dell’Africa Settentrionale. La speranza, all’epoca, era di attrarre una cifra analoga anche dai singoli Stati membri, ma per ora si è arrivati solo a circa 400 milioni di euro: l’Italia è oggi secondo Paese donatore con 102 milioni di euro, dopo la Germania che ha contribuito alla causa con 139 milioni di euro. Anche in questo caso, però, vale la pena ricordare il gap registrato da Francia e Germania tra promesse e contributi effettivamente versati al Trust Fund for Africa: dei 9 milioni preventivati da Parigi ne sono stati versati soltanto 3, mentre i 139 milioni stanziati da Berlino non corrispondono ancora ai 157 promessi.

E l’Italia è razzista.

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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