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Legittima difesa “alla francese”

Daniele Dell'Orco di Daniele Dell'Orco, in Attualità, del

Per la seconda fase della sua azione politica volta a toccare i temi più caldi della scorsa campagna elettorale, Matteo Salvini guarda alla Francia. Può sembrare una bestemmia, visti i tempi, ma non lo è. Oggi infatti, arriva in commissione Giustizia al Senato l’esame dei disegni di legge per la riforma della legittima difesa. Delle cinque proposte all’ordine del giorno, quella da tenere d’occhio è firmato dal leghista Massimiliano Romeo. Il suo Ddl (As 652) prevede inanzitutto, «sulla falsariga di un’analoga previsione del Codice penale francese», l’introduzione nell’ordinamento della presunzione di legittima difesa (quindi senza l’attuale paletto della proporzionalità tra difesa e offesa) per chi, in casa propria o nel proprio negozio o impresa, agisca per difendersi dall’intrusione e respingere sconosciuti violenti o armati.

La proposta di legittima difesa che arriva dalla Lega è in sintonia, ha aggiunto Salvini, “con il sacrosanto diritto, come in tantissimi Paesi sviluppati dell’Occidente, all’esercizio della legittima difesa all’interno della propria abitazione”, azzerando il “cosiddetto reato di eccesso di legittima difesa e la proporzionalità tra l’offesa e la difesa”.

Il ddl introduce anche un deciso inasprimento delle pene previste per i reati di furto e rapina e per gli scippi (furto con strappo). Per chi si introduce in case, appartamenti, ville o pertinenze per rubare la pena proposta è la reclusione da cinque anni a otto anni o una multa da 10mila a 20mila euro. Oggi la pena prevista per questo reato prevede la reclusione da uno a sei anni. Stessa stretta delle pene per il reato di scippo. Le pene salgono a sei-dieci anni e la multa a 20mila-30mila euro in presenza di aggravanti (per esempio, la violenza sulle cose o la simulazione della qualità di pubblico ufficiale).

Un netto cambio di rotta rispetto alla legittima difesa esercitabile solo di notte introdotta lo scorso anno tra le polemiche. Su tutte, quelle delle vittime. Come Giovanni Petrali, il tabaccaio di Milano che il 17 maggio del 2003 sparò e uccise Alfredo Merlino, uno dei due rapinatori che, assieme ad Andrea Solaro, appena diciottenne all’epoca dei fatti, aggredì e minacciò di morte sia Giovanni che sua moglie. Per quell’omicidio Petrali venne prima condannato in primo grado a 1 anno e 8 mesi di reclusione, poi assolto nel 2011 sulla base di una “legittima difesa putativa”.Il giudice che lo condannò ritenne invece che Petrali commise un “errore di percezione della situazione in cui si trovava”.

Al suo calvario con la giustizia i figli Nicolò e Marco (che in qualità di avvocato difese il papà durante tutto il processo) hanno dedicato il libro “Legittima difesa”.

Legittima difesa, Historica edizioni, pp.160, euro 15
Gli autori, al netto degli slogan politici, vogliono portare il piano della discussione su un livello più alto, descrivendo il contraccolpo psicologico che deve subire il protagonista di un dramma simile, la reprimenda sociale che rischia di trasformare un commerciante come tanti in un killer senza scrupoli, l’iter giudiziario che dopo la riforma del 2006 (ad opera dell’allora ministro Calderoli, durante il governo Berlusconi) è stato solo in parte reso meno “metafisico”.
La soluzione che propongono nel volume è semplice: inserire il concetto di proprietà privata nell’art. 2 della Costituzione, all’interno dei diritti fondamentali dell’uomo insieme al diritto alla vita. Un concetto un po’ all’americana ma che elimina la disparità tra i due diritti, legati l’un l’altro dal momento in cui un’irruzione criminale pone già di per sé chi la subisce a rischio della vita. Un’altra ricetta, più provocatoria, consiste nell’introduzione dell’onere della prova anche per la legittima difesa, come in ambito fiscale: anche il ladro, dunque, dovrebbe dimostrare che, ad ecceder, sia stato chi si è difeso. Due idee che, magari, potrebbero essere discusse in Parlamento.
Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco

Daniele Dell'Orco è nato nel 1989. Laureato in di Scienze della comunicazione presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, frequenta il corso di laurea magistrale in Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria nel medesimo ateneo. Dirige le testate online Cultora.it e Nazione Futura.it. È collaboratore del quotidiano Libero e del sito Sporteconomy.it, ed è stato editorialista de La Voce di Romagna. Nel 2013 ha pubblicato il libro “Nicola Bombacci. Tra Lenin e Mussolini” e l’ebook “Rita Levi Montalcini – La vita e le scoperte della più grande scienziata italiana” (entrambi editi da Historica), mentre nel 2017 sono usciti in libreria "Non chiamateli Kamikaze" (Giubilei Regnani Editore) e "Città del Messico" (Historica). Dal 2015 è co-fondatore e responsabile dell'attività editoriale di Idrovolante Edizioni.

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