Le Forze Armate italiane nel terzo millennio: esercito e Arma dei Carabinieri

di Fabio S. P. Iacono
18 Aprile 2017

La Costituzione della Repubblica italiana, articolo 87, stabilisce che il Presidente della Repubblica “ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa, costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere”. Ma in che condizioni si trovano Esercito, Arma dei Carabinieri, Marina Militare ed Aeronautica Militare quando è trascorso già quasi un ventennio nel nuovo secolo e nel nuovo millennio? L’emanazione della legge 23 agosto 2004, n. 226  ha determinato la sospensione alle chiamate del servizio militare obbligatorio a partire dal 2005 ed un processo di riforma generale accompagnato da una progressiva riduzione di effettivi. A partire dagli anni novanta del XX secolo l’esercito italiano cominciò ad attraversare una serie di trasformazioni come l’istituzione del ruolo dei volontari in ferma breve (VFB) prima e dei volontari in ferma annuale (VFA) poi.

Con la legge Martino e la sospensione delle chiamata al servizio militare in Italia, venne avviata un notevole fase di ristrutturazione e ottimizzazione delle risorse soprattutto umane (la forza operativa passa in pochi anni da oltre 230.000  a 102.000) ne è discesa una concezione delle Forze armate e una razionalizzazione del loro impiego completamente nuove e più agili. Negli anni ottanta e negli anni novanta del XX secolo, l’Esercito ha operato in concorso alle altre forze di polizia in occasione di varie attività, come l’Operazione Vespri siciliani nel 1992,  in Campania nell’Operazione Alto Impatto del 2002, nell’Operazione Partenope e nell’Operazione Strade Pulite nel 2008 per fronteggiare la crisi dei rifiuti in Campania, oltre a varie attività di polizia in diverse località. Ancora in diverse operazioni contro il crimine, nella quale vennero impiegati 500 soldati dal febbraio 1994 al 15 dicembre 1995. Ripresa il nel luglio 1997 cessò definitivamente il 30 giugno 1998. 

L’operazione ebbe risvolti positivi ma non riuscì a debellare il fenomeno camorristico, avendo comunque buoni risultati nel ridurre la microcriminalità nella città partenopea. Altre operazioni sono l’operazione “Vespri siciliani”, “l’operazione Forza Paris”, “l’operazione Riace”, “l’operazione Salento”, “l’operazione Old Bridge”, “l’operazione Perseo” e “l’Operazione Strade sicure”. Ricordiamo inoltre le missioni a livello internazionale, come “L’Italcon” nell’ambito della guerra in Libano del 1982 (la prima missione internazionale cui l’esercito repubblicano abbia mai partecipato) e la “Ibis I”, nell’ambito dell’Operazione Restore Hope in Somalia tra il 1992 ed il 1993.  Segnaliamo anche le missioni in Congo (2001), Afghanistan (missione ISAF, dal 2002), Sudan (2003), Iraq (operazione Antica Babilonia, 2003-2006), Libano (operazione Leonte, dal 2006) e Libia (operazione Cyrene). L’Esercito è anche intervenuto in soccorso a popolazione in seguito a disastri e calamità naturali prima della costituzione del Dipartimento della Protezione Civile avvenuto nel 1992.

Dal terremoto di Messina del 1908, al terremoto del Friuli, al terremoto dell’Irpinia, fino alla partecipazione annuale alle operazioni antincendio sia con uomini e mezzi da terra che con propri mezzi aerei (come gli elicotteri Chinook dotati di apposito cesto-secchio per il lancio di acqua), l’esercito ha partecipato alle operazioni di soccorso in caso di calamità naturali, schierando ospedali da campo e mezzi per movimento terra, nel controllo delle coste in occasioni degli sbarchi (operazione Salento nel 1995, e a Lampedusa nel 2010), e in occasione di disastri e calamità naturali come l’alluvione di Sarno e Quindici del 1998, il terremoto di Umbria e Marche del 1997, il terremoto del Molise del 2002, il terremoto dell’Aquila del 2009 e il terremoto dell’Emilia del 2012 e alle numerose inondazioni-disastri geologici (varie esondazioni del fiume Po), e nel 2010-2012 (in Calabria, in Sicilia e in Toscana e alle Cinque Terre) e ogni volta in cui la Protezione Civile non sia riuscita a soddisfare con i propri uomini e mezzi le necessità di soccorso alla popolazione. Ha anche partecipato nel 2010 all’operazione Strade Pulite, ovvero allo sgombero delle strade di Napoli piene di spazzatura durante l’emergenza rifiuti in Campania e ai lavori con organi del Genio per ripristinare e mettere in sicurezza numerosi siti in cui riporre l’enorme quantità di rifiuti che gli organi cittadini, provinciali e regionali preposti non erano in grado di soddisfare.

Attualmente è impegnato in concorso alla Polizia ed ai Carabinieri nell’operazione Strade Sicure, mediante la sorveglianza di punti sensibili di grande transito (metropolitane, grandi stazioni ferroviarie) e presidio di posti fissi (ambasciate, consolati). L’Arma dei Carabinieri era parte integrante dell’Esercito Italiano con il rango di Arma (“prima Arma dell’Esercito”); attraverso l’art. 1 della legge delega 31 marzo 2000, n. 78 i carabinieri vennero elevati a rango di forza armata autonoma sempre nell’ambito del Ministero della difesa, con l’emanazione del D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297. Ciò ebbe come conseguenza per il Corpo di avere come comandante generale un ufficiale generale proveniente dai propri ranghi. Il primo comandante generale, proveniente dalle sue stesse fila, è stato nel 2004 il generale di corpo d’armata Luciano Gottardo. In precedenza il comandante generale dell’Arma era scelto da ufficiali generali in possesso di particolari caratteristiche provenienti dall’Esercito. Nonostante il nuovo rango, secondo i principi stabiliti dalla legge 18 febbraio 1997, n. 25 sui vertici militari, ancora in vigore, non è concesso ad un ufficiale generale dei Carabinieri di ricoprire la carica di capo di stato maggiore della difesa che può essere assunta solo da un ufficiale generale dell’Esercito, della Marina o dell’Aeronautica.

Nell’ottobre 2016 con l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nasce il “Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare” alle dipendenze funzionali del Ministro delle risorse agricole e forestali. L’Arma dei Carabinieri ha istituito nel 1978 un reparto speciale con sede a Livorno, in particolare per l’antiterrorismo. Si tratta di un’unità d’élite, il Gruppo di intervento speciale (GIS), che fa parte delle forze speciali. Altro reparto finalizzato ad operazioni particolari e di supporto alle forze per operazioni speciali è il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti “Tuscania”, unità militare aviotrasportata, con compiti di polizia militare e per operazioni all’estero. Altri reparti impiegati all’estero, con compiti di sicurezza, polizia militare, nonché di ricostituzione e supporto alle forze di polizia locali nelle aree di crisi, sono quelli inquadrati nella Seconda brigata mobile carabinieri: il 7º Reggimento carabinieri “Trentino-Alto Adige” con sede in Laives (BZ) e il 13º Reggimento carabinieri “Friuli Venezia Giulia” con sede a Gorizia. Inoltre segnaliamo lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori di “Calabria” e lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori di “Sardegna”, due squadroni dislocati rispettivamente a Vibo Valentia e ad Abbasanta vicino a Oristano, creati per vigilare sul territorio e contrastare la criminalità organizzata.