L’albanese che si fa beffe della Gabanelli: “In Italia 24h in cella e poi siete a spasso”
15 Marzo 2018
I reati calano, la paura cresce. In Italia nel 2017 ci sono stati l’11,2% di omicidi in meno, il 7% di furti in meno e l’8,7% di rapine in meno rispetto all’anno precedente. Il tendenziale dal 2017 è chiaro: cali di un quarto per gli omicidi e di un quinto per i furti e le rapine. Ed è in controtendenza rispetto ai maggiori paesi europei come Francia e Germania, dove gli omicidi e i furti sono aumentati dal 2014 al 2016, ovvero anche negli anni in cui in Italia erano in diminuzione. Questi i dati elaborati dal Dataroom del Corriere della Sera illustrato da Milena Gabanelli, che punta il dito sulle dichiarazioni allarmanti dei politici che per fini propri hanno innescato negli italiani la percezione di un paese a scarsa sicurezza proprio mentre i numeri dicevano il contrario.
Si tratta però di uno di quei casi in cui i dati, semplicemente, mentono. O meglio, si mente se li si legge in un certo modo. Negare infatti che in Italia non ci sia un problema di impunità sarebbe negare l’evidenza. E quella non si traduce in dati, anzi, nel suo esatto contrario. Quanti reati contro il patrimonio, scippi, atti persecutori non vengono più denunciati per via della sfiducia nei confronti della giustizia? E quanti, in conseguenza di ciò, si organizzano per non superare quel labile filo che separa un reato “grave” da uno tutto sommato trascurabile? Non è un caso che proprio quegli stessi numeri ritraggano l’Italia come campionessa europea dei furti. E che di conseguenza ci sia stato un aumento del 41.63% delle richieste di licenze di porto d’armi a uso sportivo negli ultimi 4 anni. Solo nel 2017 le licenze in più, rispetto al 2016, sono state 80.416. Tutti appassionati frequentatori di poligoni?
Si pensi alla banda di cinque albanesi arrestati dai carabinieri di Cassano d’Adda, in provincia di Milano, con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio e di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”. Si tratta di ragazzi tra i 20 e i 26 anni, che sono ritenuti responsabili di 14 furti in abitazione, 15 nei distributori di benzina e 2 rapine in appartamenti. Il tutto in appena due mesi. Secondo i carabinieri però dal loro arrivo avrebbero messo a segno anche due blitz al giorno tra Milano, Lodi, Brescia, Bergamo e Monza. Non serve un genio della matematica per capire che evidentemente non tutti questi reati sono entrati nel conteggio della Gabanelli (che per la verità riprende quelli del Ministero dell’Interno).
La cosa ancor più grave, però, è che il capobanda, 26enne, si occupava di portare gli uomini dall’Albania in Italia e di organizzare i colpi al grido di:”Qui, se ti prendono, ti fai 24 ore in cella e torni libero”. In un solo mese hanno portato a termine 31 colpi e sono riusciti a rubare più di 200mila euro in contanti, oltre alle refurtive trafugate negli appartamenti visitati. Ogni settimana spedivano i soldi in Albania ma due di loro, un uomo e una donna ancora latitanti, li avevano anche portati personalmente in Patria. Proprio in quei giorni il capo aveva fatto arrivare altri due albanesi, già pronti a entrare in azione e, non sapendo di essere intercettato dalla polizia, si vantava con “l’autista” e lo “scassinatore” di “avere la fila di persone che vogliono venire”.
I malviventi si svegliavano tardi, facevano colazione in un bar di Pioltello e, poi, nel pomeriggio rubavano dalle case e la notte dai benzinai. Si fermavano solo nel fine settimana ma stavano ben attenti a non spendere troppo perché il loro obiettivo era tornare a casa con i soldi. Il sostituto procuratore David Monti ha spiegato: “Sono venuti dall’Albania, dovevano stare pochi mesi per razziare il territorio e tornare Il loro obiettivo ultimo, la loro ambizione, era fare la bella vita in Albania con i soldi rubati in Italia” perché tanto in Italia “ti fai 24 ore in cella ed esci”.
Il Paese preferito dai malviventi per commettere reati. Ma così come l’albero che cade nella foresta senza che nessuno lo ascolti non fa rumore, anche un furto da poche centinaia di euro non denunciato non fa statistica. Quindi, l’Italia attrae delinquenti, la gente non denuncia perché non si sente tutelata. I numeri calano. Il problema è risolto. O no?