La Libreria Cultora di Roma bersaglio delle intimidazioni comuniste

di Daniele Dell'Orco
19 Marzo 2019

Stamattina all’esterno della Libreria Cultora Roma, una libreria indipendente attiva da oltre 3 anni e specializzata in piccoli e medi editori, abbiamo trovato la “solita” scritta vigliacca ad opera dei leoni della notte e firmata da un sedicente Partito Comunista Italiano – sez. A. Gramsci.

Dico solita poiché vista e rivista come forma di avvertimento in varie circostanze e varie parti d’Italia, ma mai prima d’ora aveva fatto la sua comparsa sui muri della nostra libreria, un avamposto di quella promozione culturale che alla sinistra sta sempre a cuore, a parole, ma solo se fatta con il loro piglio e il loro filtro ideologico. L’intimidazione si inserisce in una serie di attacchi che stiamo subendo da diverse settimane sia personali, sia come Nazione Futura, sia con i nostri marchi editoriali (Giubilei Regnani e Idrovolante) definiti “fascisti” anche da “autorevoli” e quotati addetti ai lavori bandiere del progressismo e del “restiamo umani”.

Sin dalla sua apertura la Libreria romana (a cui ha fatto seguito l’apertura di una realtà gemella a Milano) rappresenta non solo il nostro quartier generale per la diffusione di cultura indipendente, ma anche un riferimento per un quartiere, l’Appio Latino, che ha imparato a conoscerci ed apprezzarci per la scelta originale di titoli, di autori e di editori (sia di destra che di sinistra, ammesso che esistano ancora come categorie).

A quanto pare l’esistenza di una realtà che non ha padroni, che si declina in diverse forme con l’unico obiettivo di fare cultura, sta diventando scomoda agli occhi di molti che, affetti dal solito torcicollo ideologico, non riescono a fare altro che vedere il mondo in base a steccati politici morti e sepolti.

La nostra attività non si ferma. E ci mancherebbe altro.