La lezione di Radio Globo agli intolleranti della tolleranza

di Daniele Dell'Orco
12 Settembre 2018

Oltre ad essere una delle più irriverenti emittenti d’Italia, Radio Globo si inserisce in quel filone narrativo che già tramite film, serie tv, sit com e spettacoli teatrali innalza l’essenza della romanità al grado di puro intrattenimento. Il Morning Show di Radio Globo è probabilmente l’unico programma radiofonico d’Italia in grado di regalare sorrisi a chi si reca al lavoro semplicemente ritraendo la quotidianità in cui si immergono. Anzi, il Morning Show di Radio Globo ha persino un ruolo sociale. Aiuta a stemperare l’isteria che da anni ormai governa le congestionate strade di Roma. Senza Roberto Marchetti and company, il quorum mattutino di spontanei “lanimadelimortaccitua”, già piuttosto consistente, schizzerebbe alle stelle. Radio Globo, in definitiva, dà un contributo all’ordine pubblico.

Battute a parte, i conduttori e gli ospiti del Morning Show ci tengono da sempre a sottolineare come il programma voglia essere un ritratto più fedele possibile delle diverse sensibilità dei cittadini riguardo argomenti sociali anche piuttosto delicati da affrontare in Radio. Allo stesso modo, lo spazio più politicamente scorretto tra tutti quelli via etere (o almeno tra quelli nazionalpopolari), ospita da sempre qualsiasi tipo di opinione, finanche la più trash. È anzi la prerogativa principale dell’editore Bruno Benvenuti, il valore aggiunto della trasmissione e pure il giusto clima di libertà e indipendenza che la stragrande maggioranza dei giornalisti italiani dovrebbero poter respirare e che invece ormai si sognano.

Ebbene, in tema di omosessualità, il suddetto conduttore Roberto Marchetti si è lasciato andare durante la diretta di ieri mattina ad una riflessione parecchio esplosiva: “Io personalmente, nel momento in cui vedo due uomini che si baciano, probabilmente perché mi immedesimo nella scena che vedo, provo un senso di ribrezzo”.

Inutile dire che per tutta risposa, in nome della tolleranza, lo stesso Marchetti e la Radio nella sua interezza siano stati subissati di insulti, minacce nonché dei classici tentativi di censura e boicottaggio tipici di chi spacciandosi per tollerante intende semplicemente concedere spazio al pensiero unico dominante.

In un tempo in cui in assenza di reato d’opinione si propende per quello di autocensura, con giornali, tv, e media generalisti costretti a prendere le distanze dalle posizioni dei vari opinionisti, la risposta di Radio Globo è di gran lunga la più coraggiosa. Facendo seguito ai continui proclami secondo cui qualsiasi sensibilità possa essere affermata con assoluta libertà sull’emittente capitolina, l’editore ha voluto affermare con estrema coerenza attraverso un duro comunicato stampa la netta condanna verso il comportamento altamente intimidatorio tenuto da alcuni ascoltatori:

L’espressione di questa sensibilità personale – che Roberto Marchetti ha legalmente il diritto di affermare – ha generato una reazione critica e avversa di un numero di cittadini, sia ascoltatori che non, venuti a conoscenza dell’accaduto grazie al podcast dell’episodio, disponibile gratuitamente online, e agli articoli pubblicati da autorevoli testate quali Il Messaggero, Il Giornale e La Repubblica.
La Radio, contestualmente, ha dato la possibilità di esprimersi in diretta nella trasmissione odierna alle associazioni di categoria e a chiunque volesse intervenire.
Radio Globo non intende privare nessuno della possibilità di esprimere le proprie opinioni e sensazioni personali e i suoi microfoni restano a disposizione di chiunque voglia manifestare il proprio dissenso, nel rispetto di un confronto dai toni all’altezza di una società civile.
Tuttavia, la Radio si trova a registrare con preoccupazione gli allarmanti messaggi pervenuti tramite ogni social network a disposizione (Facebook, Twitter, Instagram).
Nel nome di un sedicente amore e della cosiddetta non violenza, centinaia di persone hanno riversato il proprio odio sull’Emittente, con la stessa violenza che affermano di condannare – e che ha tutti i connotati della minaccia.
Emblematico, e ci teniamo a sottolinearlo, è il comportamento di un utente che l’Emittente ha provveduto a identificare, e che ha testualmente scritto nei messaggi privati della pagina Facebook ufficiale di Radio Globo quanto segue: “Ve facciamo Charlie Hebdo 2.0 merde”.
Quella di Radio Globo è una lezione di civiltà. Le sensibilità personali, seppur scomode, non possono essere soggette a censura. Specie sui media. E non è ammissibile che in una società cosiddetta democratica e aperta al confronto e al dialogo si possa essere minacciati, insultati, privati del posto di lavoro o dei liberi spazi di confronto per aver semplicemente avuto il coraggio di esprimere una sensibilità. Che, in quanto tale, non può essere soggetta alla scure del Tribunale popolare. Si può dissentire, magari anche con una certa veemenza vista la delicatezza della tematica, e ci mancherebbe altro. Ma i metodi di repressione e di coercizione, da che mondo è mondo, sono tipici dei regimi più illiberali che la storia abbia mai conosciuto.