Il gioco shock organizzato dai centri sociali: 15 euro per fare il migrante
4 Aprile 2018
Si provi a pensare al peggio. Al peggio del peggio. E cosa possa esserci di ancora peggiore. Le risposte potrebbero diventare stucchevoli, ma tremendamente reali. C’è infatti qualcosa di peggio del business dei migranti? Della nuova tratta degli schiavi che lucra su un processo migratorio che sta rendendo man mano schiavi anche gli stessi autoctoni? No? Ripensateci! La cosa ancora peggiore è trasformare tutto questo in un gioco. Non in senso metaforico. Girovagando un po’ su Facebook può capitare infatti di imbattersi in un evento con la seguente descrizione:
“In un futuro distopico un gruppo di migranti sbarca alla Frontiera e deve affrontare la spietata selezione per entrare a far parte di un mondo migliore di quello da cui sta fuggendo. Cosa sarai disposto a fare per conquistarti un visto?”
Più in basso, il regolamento di partecipazione:
“- Ti presenterai all’ingresso di Macao esattamente all’orario che ti indicheremo nella conferma della tua prenotazione, se farai ritardo non potrai più entrare nel gioco.
– Se accetti di giocare sappi che non ti faremo del male fisico e non toccheremo i tuoi effetti personali, per il resto sarai nelle nostre mani.
– Il gioco dura un’ora e mezza, per tutta la sua durata non potrai comunicare col mondo esterno.
– Non è un evento aperto al pubblico. Potrai partecipare esclusivamente in qualità di giocatrice/giocatore.
– La partecipazione al gioco prevede una quota di 15€.
– Fino all’inizio del gioco non conoscerai il tuo personaggio”.
Il titolo del gioco di “live experience” è Mattatoio 68. Ad organizzarlo, come racconta Chiara Campo su IlGiornale.it, i compagni del collettivo Macao che da cinque anni occupano abusivamente una parte dell’ex macello del Comune nella periferia sud di Milano. Per interpretare il ruolo di un migrante i posti sono limitati (quattro turni dalle quattro del pomeriggio alle due di notte, massimo 50 giocatori a turno, i pre iscritti avranno la priorità e dunque è già partito l’appello sui social a non perdere tempo). I 15 euro per il gaming radical chic, ovviamente, non è dato sapere che fine faranno, ma c’è da scommettere che non andranno a finanziare progetti umanitari…