Foibe, crediti per gli studenti che partecipano all’evento revisionista

di Daniele Dell'Orco
8 Febbraio 2017

Al diavolo i paragoni, ché di ipocrisie ne è già pieno il mondo. Che si debba ancora ricorrere al parallelismo foibe-Olocausto come fosse un derby e come le rispettive commemorazioni fossero due eventi in grado di catalizzare l’attenzione di due pubblici diversi (per giunta a distanza ravvicinata) è parecchio misero. Sono due drammi, e come tali vanno considerati, a prescindere da chi ne sia stato vittima e chi carnefice. A prescindere persino dai contesti e dalle motivazioni storiche, poiché in qualunque caso inserire della razionalità a corredo della tragedia equivarrebbe ad infangare la memoria. Sono stati presi di mira degli innocenti, e degli innocenti hanno pagato con la vita. Punto.

Che poi ci siano sempre revisionismi e negazionismi è un altro paio di maniche, e in un certo qual modo è anche giusto che esistano. Ma istituzionalizzare il revisionismo è francamente scandaloso. Domenica prossima, non a caso ad Arcore, residenza di Silvio Berlusconi, il Comune e l’Associazione partigiani organizzeranno un incontro dal titolo: “Io ricordo…tutto – Operazione foibe fra storia e mito”. Con “tutto” si intendono le nefandezze contro gli slavi compiute dal regime fascista e dall’esercito italiano prima e durante la seconda guerra mondiale. Un prologo che starebbe in qualche modo a “giustificare” una persecuzione insensata e dai contorni storicamente inaccettabili della rappresaglia etnica.

A promuovere l’evento sarà l’assessore alla Cultura di Arcore, Claudia Cernigoi, nota “eroina” di chi tende a ridurre, se non a negare il dramma delle foibe. Ma non è tutto. A Firenze gli esuli giuliano-dalmati sono in subbuglio per un altro appuntamento legato al 10 febbraio gestito dall’Associazione partigiani e rivolto ad un pubblico di studenti. Si chiama “Foibe – Approfondimento critico”, è organizzato dalle associazioni Resistenza e Antifascismo militante e si terrà l’11 febbraio a Costa Volpino, frazione di Corti.

Come ha raccontato il Tempo, il protagonista del convegno è lo storico Piero Purini, che si era scagliato contro lo spettacolo teatrale Magazzino 18 di Simone Cristicchi, reo di aver portato con grande successo sul palcoscenico il dramma delle foibe e dell’esodo. Secondo lo storico “gli infoibati furono una minoranza di poche decine di persone”. E “sull’esodo, ha giocato molto di più la paura di un sistema economico e politico demonizzato dal fascismo, dalla Chiesa e dall’influente DC che di la dal confine spingeva per la partenza del maggior numero di persone”.

Come se non bastasse l’offesa che viene recata alla memoria delle vittime italiane per il solo fatto di tenere un evento del genere in occasione di giornate di commemorazione, per l’occasione sarebbe prevista pure l’assegnazione di crediti formativi per gli studenti partecipanti. Tutto questo mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è il primo a dare il cattivo esempio. Al contrario di Napolitano e Ciampi, non ha mai ricevuto gli esuli e per la seconda volta il 10 febbraio sarà all’estero.