A Firenze si gioca a fare i “bombaroli” con 50 anni di ritardo

di Daniele Dell'Orco
2 Gennaio 2017

Proseguono le indagini a Firenze dopo l’esplosione dell’ordigno davanti alla libreria Il Bargello, in via Leonardo da Vinci, collegata a CasaPound, che ha provocato il grave ferimento di un artificiere della questura: il poliziotto ha perso una mano e un occhio. Le indagini sono concentrate soprattutto in direzione degli ambienti anarchico-insurrezionalisti, che già nel recente passato hanno preso di mira sedi legate a CasaPound. Numerose le perquisizioni eseguite dalla polizia.

Ora, già il semplice fatto che vengano prese di mira così vigliaccamente delle sedi che rappresentano comunque un simbolo di cultura è di per sé grave. Ma se della scarsa eco mediatica quando ad essere bersagliati sono luoghi facilmente associabili col “fascismo” non c’è molto da stupirsi, lasciano invece quantomeno perplessi le modalità dell’attacco. Ma come, in nome di un progressismo smodato e di un culto del presente disarmante, non è sempre tutto riconducibile alla massima: “Nel 2017 ancora succedono cose del genere?” Vale per le discriminazioni razziali e sessiste, vale per i femminicidi, vale per umiliare le credenze religiose. Non vale allora anche per i sedicenti antagonisti che con mezzo secolo di ritardo giocano ancora a fare i bombaroli?

Di più. In settimane, mesi, anni difficili come quelli che stiamo attraversando, dove i nemici della libertà e della sicurezza non sono più i contraltari politici e ideologici ma avversari senza scrupoli che falciano innocenti in strada e crivellano di colpi la folla nei luoghi pubblici, proprio mentre il popolo italiano benedice la clemenza del “fato” che ha sottratto fino ad ora la nostra Terra dal giogo del terrorismo islamico, l’Italia si ritrova ancora a dover avere a che fare con i terroristi “vintage”.