Corrado Ocone cacciato dalla Fondazione Einaudi entra a far parte di Nazione Futura

di Daniele Dell'Orco
15 Marzo 2019

L’Italia è quel paese in cui tutti invocano la tutela della libertà d’espressione ma nessuno sa cosa significhi. È un paese, in sostanza, in cui le idee di tutti contano solo finché vengono tenute nascoste.

A Corrado Ocone, direttore scientifico della Fondazione Einaudi per merito, non certo per concessione, è stato rimproverato dalla stessa Fondazione e dal presidente Giuseppe Benedetto, di aver manifestato con un po’ troppa enfasi le sue posizioni critiche sull’attuale assetto dell’Unione Europea. E, in barba alla vocazione liberale della Fondazione, è stato messo alla porta. È lo stesso Ocone a darne conto in un articolo redatto oggi da Alessandro Rico su La Verità, il cui il filosofo sannita racconta di come la partecipazione al convegno Europa Sovranista organizzato da Nazione Futura sabato 9 marzo all’Hotel Savoy di Roma abbia fatto traboccare un vaso che a quanto pare agli occhi dei vertici della Fondazione era già piuttosto pieno: “Siamo in una situazione di imbarazzo vero. Finora l’ho gestita. Ora non riesco più”, ha confessato Benedetto a Ocone. Quest’ultimo, pur avendo accettato di fare un passo indietro, “è stato dimesso” via Whatsapp.

Visto l’avvicinamento tra la Fondazione Einaudi e il raggruppamento europeo che fa capo al belga Guy Verhofstadt, l’ALDE, era evidente già dalle tesi contenute nell’ultimo libro di Ocone “Europa. L’Unione che ha fallito” (Historica) che le posizioni del filosofo crociano non fossero granché in linea con quelle dell’Istituto romano. Per Ocone infatti l’UE nelle sue ultime evoluzioni si sarebbe trasformata in una “gabbia d’acciaio” che non tollera nessuna forma di dissenso e di cui non mancano esempi. Nel 1992, i danesi votarono contro Maastricht ma poi furono obbligati a tornare alle urne; lo stesso per gli irlandesi, dopo che avevano votato contro il Trattato di Nizza; per i francesi e gli olandesi con il Trattato costituzionale europeo (Tce) impostogli poi come Trattato di Lisbona. Infine con i Greci che, nel 2015, votarono contro il piano di austerità di Bruxelles che, però, gli fu inflitto lo stesso.

E vista la condanna delle sue idee da parte di una Fondazione di ispirazione liberale che dovrebbe avere come mantra quello di tutelare la libertà d’espressione, specie di una voce autorevole e di spessore come quella di Ocone, le ragioni della sua critica sono più che mai evidenti. Contestualmente alla sua dipartita dalla Fondazione Einaudi, Corrado Ocone entra a far parte di Nazione Futura in qualità di responsabile dell’area scientifica, oltre ad essere accolto da Francesco Giubilei nel comitato scientifico della Fondazione Tatarella.