Ancona, un capoluogo di Regione che resta senza Biblioteca comunale

di Daniele Dell'Orco
18 Giugno 2019

A leggere le dichiarazioni del sindaco di Ancona Valeria Mancinelli si potrebbe pensare che la Biblioteca comunale “Benincasa” del capoluogo marchigiano sia stata chiusa, da ieri, per dei normali lavori di routine: “Grazie anche al confronto e alla collaborazione con i Vigili del Fuoco è apparsa l’esigenza di anticipare i tempi dei lavori. Procederemo iniziando nel periodo estivo, cosa che creerà meno disagio agli utenti”.

Quello che il primo cittadino non dice, però, è che in realtà l’esigenza non è “apparsa”, ma è stata sollecitata da una segnalazione anonima che ha messo in luce una clamorosa serie di irregolarità riscontrate in uno degli immobili di competenza del Comune. Solo dopo il sopralluogo dei Vigili del Fuoco e il riscontro di diverse violazioni alle normative in materia di sicurezza e antincendio la Biblioteca è stata chiusa ben prima del solito periodo di agosto.

In più, il sindaco parla di “anticipare i tempi”, quando invece le violazioni sono tutt’altro che recenti.

Un problema evidenziato dal Capogruppo della Lega in Comune Marco Ausili: “L’Amministrazione conosceva da tempo tali violazioni perché, già dal 2009, in seguito a un esposto di un dipendente della stessa Biblioteca, erano emerse pubblicamente. Nonostante ciò l’Amministrazione, in questi dieci anni, non ha fatto nulla per l’adeguamento. Insopportabile che ora il Sindaco prometta confusamente di iniziare presto i lavori di adeguamento, quando avrebbe potuto e dovuto farlo già da un decennio. Decennio durante il quale la Biblioteca e gli utenti sono stati sostanzialmente in pericolo”.

Una responsabilità morale ignorata a lungo e che sarebbe potuta costare caro. Una responsabilità politica evidente. E una responsabilità culturale sottovalutata ma parimenti grave. Perché che un capoluogo di Regione possa rimanere per mesi senza una Biblioteca comunale funzionante è un messaggio drammatico che viene inviato al mondo della cultura. I servizi di prestito, sia in centro città sia mediante il potenziamento della rete delle biblioteche di quartiere, continueranno in modo sostanzialmente itinerante, con degli hotspot con tempi e modi parecchio circoscritti che non potranno fare altro che scoraggiare i cittadini, e contribuire a svilire un servizio che dovrebbe essere di primaria importanza dal punto di vista civile, formativo, aggregativo.

La speranza è che i tempi dei lavori (ancora indefiniti) possano essere abbastanza brevi da permettere alla Biblioteca di tornare operativa prima possibile. Ma la scarsa considerazione di un problema così cruciale continua a destare sgomento.