Sirotti Gaudenzi (Lega): “I primati economici delle imprese in Emilia-Romagna sono merito dei cittadini, non del PD”

di Francesco Mondardini
31 Dicembre 2019

Enrico Sirotti Gaudenzi, rinomato avvocato cesenate, già consigliere comunale nella città dei tre Papi, oggi candidato per la Lega alle elezioni regionali in Emilia-Romagna che si svolgeranno il prossimo 26 gennaio. 

  • Sirotti Gaudenzi, come è nata la sua idea di candidarsi alle Regionali?

 Si tratta di una sfida importantissima per il futuro dell’Emilia Romagna e sono onorato che la dirigenza cesenate e il segretario della Lega Romagna, il deputato Jacopo Morrone, mi abbiano affidato il compito di partecipare a questa tornata elettorale a sostegno della comunità cesenate. Inutile girarci intorno: le passate Giunte regionali e, in particolare, la Giunta guidata negli ultimi cinque anni da Stefano Bonaccini hanno penalizzato la Romagna e l’area di Cesena. Solo negli ultimi tempi, in campagna elettorale, abbiamo visto Bonaccini girare come una trottola per il territorio promettendo mari e monti. Ma alle promesse elettorali non crediamo. Penso invece che dopo decenni sia ora che PD e alleati passino il testimone. La Lega e le forze di centrodestra hanno dimostrato di saper amministrare ottimamente Regioni e Comuni, di avere una classe di amministratori di alto livello e di poter rilanciare l’Emilia Romagna che, contrariamente alla propaganda di Bonaccini, è ferma e sta rischiando l’impasse. 

  • Quali sono attualmente i principali problemi da affrontare in Emilia-Romagna, secondo lei?

Tra i tanti problemi da affrontare, ne cito solo alcuni. 

Premetto che l’attuale governo regionale del PD è ancora imbevuto di quella cultura statalista e centralista che deve mantenere la pressione fiscale alta per procacciarsi le risorse necessarie a concentrare nelle proprie mani le politiche del welfare, che sono quelle tipicamente acchiappaconsensi. Il sistema di welfare è tuttavia sempre più debole e inadeguato. C’è quindi necessità di un profondo ripensamento che eviti elargizioni a pioggia e favoritismi clientelari. Penso che sia necessario un progetto di interventi di medio-lungo periodo che unisca le politiche economiche e del lavoro, le politiche giovanili e le politiche famigliari e educative e quindi le politiche per la natalità. Il futuro prospetta criticità che necessitano di amministrazioni qualificate che sappiano prevenire e intercettare i veri bisogni e quindi intervenire con misure efficaci, concentrando le risorse, a ogni livello, solo dove necessario, evitando duplicazioni e sprechi. Il prossimo governo regionale dovrà inevitabilmente cimentarsi sulla riforma del welfare e certamente la classe dirigente PD, per le ragioni dette, non può dare le garanzie di gestire al meglio il ridisegno di questo settore.

È poi indiscutibile che i temi della sicurezza e dell’immigrazione trovino il PD e la sinistra totalmente impreparati e deficitari anche per motivi ideologici. La comunità regionale non può permettersi di sottovalutare ancora questi problemi. 

Ci sono poi gli evidenti ritardi nel settore delle infrastrutture, in Romagna in particolare. Anche in questo caso, esponenti del PD regionali e nazionali hanno enormi responsabilità. Penso, solo per fare un esempio, all’E45, stralciata dalle grandi opere strategiche dal ministro PD Graziano Delrio, e che anche per questo ha registrato grandi ritardi nei progetti di riqualificazione e ripristino. Ma parliamo anche dell’aeroporto di Forlì, sul cui rilancio ha creduto soprattutto la Lega, mentre la Regione tergiversava. 

I primati economici vantati dall’Emilia Romagna sono poi merito più dell’inventiva, della laboriosità e dell’imprenditorialità dei suoi cittadini, che delle capacità del governo regionale del PD che, al contrario, ha inventato lacci e lacciuoli per ostacolare l’impresa. 

La Regione Emilia Romagna è anche quella, fra le più avanzate, a prevedere le aliquote di addizionale Irpef più alte. Le spese in conto capitale sono poi di soli 88 euro per abitante, contro i 119 della Lombardia e i 132 del Veneto. Nonostante la propaganda sul sistema sanitario, infine, tanti sono i problemi. Vedi le infinite liste d’attesa per ricoverare anziani non autosufficienti in Rsa o per altri servizi sanitari specialistici, vedi la situazione incresciosa dei Pronto soccorso e il declassamento di presidi ospedalieri come il Bufalini di Cesena.

  • A fronte dei tanti problemi che ha elencato, quali sono le soluzioni prioritarie da adottare? E cosa pensa a proposito della cultura e dei giovani, un tema molto caro a Nazione Futura? 

L’analisi della situazione è deludente. Ovvio che parliamo sempre di una delle regioni più avanzate d’Italia, ma, anche per questo, non possiamo che evidenziare la parabola discendente registrata grazie alle amministrazioni PD e in particolare agli ultimi cinque anni a guida Bonaccini. Il cambio di passo dovrebbe essere radicale anche a fronte della situazione nazionale, per non livellare tutto il sistema verso un generale ribasso. Il problema sono le politiche autoconservative dell’amministrazione PD, che ha avuto anche il demerito di impregnare il sistema regionale di cultura relativista e di quel nichilismo che azzera i valori della tradizione e le basi della civiltà occidentale, determinando, nel corso dei decenni, un vuoto esistenziale sempre più profondo, senza punti di riferimento identitari e storici. Il tutto condito con la dittatura del politicamente corretto e delle teorie ‘gender’. Un mix micidiale che toglie speranze e prospettive alla comunità e che penalizza soprattutto i giovani, in particolare quelli più a rischio. E’ evidente, quindi, la necessità di stimolare il coinvolgimento dei giovani in una riscoperta dei nostri valori e della nostra identità e nel sostegno fattivo della nostra cultura millenaria: una priorità per le sorti future del nostro Paese e della nostra regione.

  • L’avventura in Regione sarebbe conciliabile con l’impegno che sta profondendo in Comune, a Cesena, quale consigliere di opposizione? A proposito, che voto si sente di dare alla giunta del sindaco Lattuca, insediatasi il 10 giugno scorso?

Oggi siamo impegnati in campagna elettorale. Il 27 gennaio vedremo. Per quanto riguarda la Giunta Lattuca non vediamo cambiamenti dal passato, stessa chiusura verso le proposte dell’opposizione, stessa mentalità centralista, stessa scarsa trasparenza, stessi sprechi, stesse politiche strumentali.  Il voto è largamente insufficiente, come, del resto, c’era da aspettarsi. 

  • Perché, a suo avviso, gli elettori emiliano-romagnoli dovrebbero votare Lucia Borgonzoni?

Insieme a Lucia Borgonzoni, che è un amministratore di alto livello oltre che molto preparato, gli elettori emiliano romagnoli voteranno un programma di vero rilancio della regione e amministratori capaci in grado di realizzare quei progetti che consideriamo indispensabili per disegnare il futuro dell’Emilia Romagna e dei suoi abitanti. Credo che questi siano ottime ragioni per votare Borgonzoni e la Lega.