Azione Universitaria in campo per le elezioni del CNSU: Intervista al presidente Nicola D’Ambrosio

di Redazione
11 Maggio 2022

· Perché sono importanti queste elezioni imminenti? Qual è il programma di Azione Universitaria per queste elezioni?

Perché il CNSU, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari è il più alto organo di rappresentanza studentesca ad oggi previsto in Italia. Si interfaccia direttamente con il Ministero dell’Università e produce mozioni e pareri su tutto ciò che è di diretto interesse studentesco. Avere degli studenti che possano mettere in evidenza ciò che funziona o non funziona, ad esempio, nella legge di bilancio diviene uno strumento essenziale per dar voce alla nostra generazione. AU ha storicamente portato nei consessi di rappresentanza studentesca, CNSU compreso una chiara idea di Università, che è alla base anche del programma elettorale di quest’anno. Un’ Università che rimetta lo studente al centro, che premi il merito, che restituisca dignità al titolo di studio conseguito in Italia. Che comprenda le difficoltà degli studenti ed investa per sopperire a queste ultime.

· Tra questi, su quale intendete soffermarvi maggiormente?· Cosa significa per voi essere l’unica lista di destra a essersi candidata?

Te ne cito due: l’istituzione del Garante degli Studenti, un’autorità amministrativa alla quale gli studenti universitari possano rivolgersi che assicuri loro la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali ed investimenti importanti per il supporto alla disabilità mediante l’istituzione, in tutte le università d’Italia, dei bandi per il tutorato alla pari delle Borse di studio che consentano agli studenti di CdL affini di espletare attività pratiche retribuite di supporto ai propri colleghi. In alcune Università li abbiamo già fatti attivare e stanno riscuotendo un enorme successo.

Per quel che riguarda la nostra collocazione politica penso che per gli studenti sia prioritario avere innanzitutto dei buoni rappresentanti. Per anni abbiamo assistito ad una mediocrizzazione della qualità della rappresentanza studentesca. Sempre meno tematiche di diretto interesse studentesco e sempre più una politica fatta di denigrazione degli avversari. Spesso abbiamo passato intere campagne elettorali con avversari che, anziché parlare di come migliorare l’università avevano quale unico punto nel loro programma elettorale tacciare gli altri movimenti, noi compresi, di estremismo. Ecco se essere definiti di “destra” vuol dire passare più tempo a parlare ad esempio del più grande processo di definanziamento dell’istruzione della storia del nostro Paese, quello in atto negli ultimi vent’anni, piuttosto che a screditare i nostri competitor, beh siamo fieri di esserlo, fermo restando la nostra convinta condanna di qualsiasi forma di estremismo.

· Quali sono gli obiettivi che intendete raggiungere?

Ridare dignità ai titoli di studio conseguiti dagli studenti in Italia. I nostri giovani si laureano più tardi e spesso non sono competitivi sul mercato del lavoro. Abbreviare i tempi per essere immediatamente spendibili, magari riducendo gli infiniti percorsi di praticantato post-lauream e ultimando il processo che renda tutti i titoli di studio subito abilitanti.

· Quale ruolo giocano i giovani nel contesto universitario?

Fondamentale. Si pensi che in città come Roma o Milano sono centinaia di migliaia i ragazzi fuori sede. Che studiano, vivono, popolano queste città. Senza di essi non avrebbe senso l’esistenza delle università stesse. I docenti, gli amministrativi, ma anche gli esponenti politici ne dovrebbero sempre tener conto. 

· In che modo Azione Universitaria sostiene gli studenti?

Il nostro slogan, “Sempre dalla parte dello Studente!” non è casuale. Spesso gli studenti vengono vissuti quasi come un problema per gli addetti ai lavori nelle Università. La nostra missione è supportarli quotidianamente. Vogliamo essere il megafono delle loro istanze, fianco a fianco con loro nei corridoi ma forti del compito che ci conferiscono, rappresentarli in tutti i consessi in cui gli universitari debbono aver voce, partendo dai Consigli di Corso di Studi sino al CNSU. 

· Quali sono i punti deboli del contesto universitario? Quali quelli di forza su cui fare perno?

La formazione terziaria in Italia viene considerata quasi un “di più”. C’è ancora troppa disparità tra regioni e spesso la normativa non viene adeguata alle esigenze. Un esempio su tutti: molte regioni non erogano le borse di studio a studenti con passaggi o trasferimenti. Una casistica che decenni fa era poco diffusa, ma che oggi è all’ordine del giorno. Tutto questo è assurdo. Ma non è tutto negativo. Esistono anche dei metodi virtuosi. Alcuni Atenei, ad esempio, provvedono delle forti scontistiche o addirittura la gratuità della contribuzione annuale per gli studenti con alta media ed in regola con gli esami. Una proposta da estendere in tutta Italia per noi.

· Ritiene che ci sia dialogo tra istituzioni e studenti? In questo senso, cosa intende cambiare e cosa mantenere?

Il dialogo a volte va quasi preteso purtroppo. Se è vero che l’attuale normativa prevede comunque la presenza degli studenti in ogni organo decisionale degli Atenei, dai corsi di studio ai consigli di amministrazione, spesso gli organi propositivi non vengono ascoltati a dovere. Un esempio su tutti è lo stesso CNSU. Auspichiamo ad esempio tavoli permanenti tra CNSU e Ministero che rendano finalmente incisive le proposte dei nostri Consiglieri Nazionali.