Taranto e i giovani: un ossimoro

di Redazione
28 Maggio 2021

di Federico D’Addato

Essere giovani ed essere tarantini sembra essere diventato ormai un ossimoro. Ci viene detto di “essere il futuro”, ma a 22, 24, 26, 30 anni, si è il presente. Uno ci prova, studia, o lavora, o tutte e due le cose, animato da un sogno o dalla necessità di dover andare avanti.

Un giovane tarantino quasi in maniera naturale non vede il suo futuro nella propria terra, la lascia, per l’Università o per proposte di lavoro decenti, che qui sono poche, o per seguire la propria strada, perché è consapevole che non può vedere concretizzati qui, dove è nato e cresciuto, i propri obiettivi. C’è anche chi ci prova a cambiare le cose, mettendo a disposizione le proprie idee, il frutto del proprio studio e delle proprie competenze perché, forse ed evidentemente in maniera ingenua, crede davvero che si possa cambiare qualcosa. Purtroppo sembra che l’Amministrazione attuale, attraverso i media locali, sia interessata a fare propaganda e a  far riportare tutto ciò che credono.

I media nazionali, dal canto loro, quando parlano di Taranto è solo per via dell’ex Ilva, come se la città non avesse nient’altro e nulla più da offrire. Si da il via quindi a campagne social massicce riguardanti progetti, iniziative, aperture, senza poi, però, comunicare quando, cioè puntualmente, tutte queste meravigliose opere di propaganda, che non vengono portate a termine, o vengono abbandonate, non si dimostrano per quello che sono realmente, palloncini che si sgonfiano. 

Quando, a marzo, abbiamo presentato, come Nazione Futura Taranto, il bando per “Taranto città dei giovani”, eravamo entusiasti, essendo uno dei più giovani, in termini di età anagrafica, fra circa 70 circoli territoriali presenti in tutta Italia della nostra associazione culturale (Nazione Futura), abbiamo finalmente visto un’occasione concreta per poter contribuire con le nostre proposte al benessere della nostra terra, a portare le nostre idee per vederle concretizzate. Sono consapevole che la preparazione degli associati, unita alla loro voglia di fare del bene sarebbero state un’arma in più. 

Dopo ripetute chiamate al Comune, con risposte “abbastanza ambigue”, personalmente ho iniziato a pensare che, data la nostra estrazione, non ci avrebbero mai coivolto, poiché non organici ad un sistema che in città ha ormai “mani in pasta” ovunque e controlla, direttamente o indirettamente, troppe reti. La cosa, seppur strana, godeva del beneficio del dubbio. Oggi, non grazie alla stampa, ma grazie alle indagini di un consigliere di opposizione, Giampaolo Vietri, vengo a conoscenza che non solo la città non ha vinto il bando, cosa abbastanza scontata, dato che non è stato consentito non solo partecipare alle iniziative, perché non sono mai partite, se non mediaticamente, ma neanche inviare i propri progetti, quantomeno strutturarne con altre realtà.

Grazie alle “indagini” del consigliere Vietri, si è scoperto anche che nel triennio 2021-2023 alle politiche giovanili sono stati destinati 0,00 €. Il nulla, esattamente come il vuoto politico e civico dell’attuale amministrazione, esattamente come le comunicazioni effettuate quando non si riesce a portare avanti o manutenere ciò che si è iniziato. Esattamente come il valore di tutto questo apparato che contribuisce ad affossare la città già nell’oggi.

Proprio come il futuro che si può vedere adesso, se le cose dovessero continuare così. Il nulla. Ci viene detto di “essere il futuro”, ma siamo il presente, ed è bene che affaristi, speculatori sulle nostre spalle e “dinosauri” se ne rendano conto.

Non investire sul presente e sul futuro dei giovani vuol dire non solo essere miopi, ma prendere la città e spingerla con forza verso il baratro in cui da troppi anni sta andando.Noi non ve lo permetteremo.