L’odio del pride contro chi si oppone al DDL Zan

di Jacopo Ugolini
1 Luglio 2021

Ecco, le persone contrarie al DDL Zan sono coloro che stanno dalla parte delle discriminazioni. È questo il pensiero che fa trapelare dalle sue parole il deputato Alessandro Zan, commentando l’evento conclusivo della Pride week milanese, che si è tenuto sabato 26 a Milano.

Se queste sono le persone che inneggiano alla non discriminazione, oltre a provarci attraverso modi molto discutibili, sono le prime a creare divisioni all’interno della società. Il continuo leggere sui giornali dell’insistenza della sinistra italiana riguardo l’approvazione del DDL Zan rispecchia la volontà di aizzare il dibattito intorno a questa legge, molto divisiva non solo tra i partiti ma anche all’interno della popolazione, soprattutto in un periodo che vede un governo di coesa unità nazionale. Inoltre, abbiamo potuto vedere il modo in cui si è festeggiata la fine della Pride week: blasfemia e violenza. Non solo il personaggio con in braccio un crocifisso sul quale vi erano scritte offensive e becere.

Tanti altri personaggi fotografati con cartelloni che screditano il Concordato, sollevato in questi giorni dalla Chiesa perché violato qualora il DDL Zan passasse. Oppure uno spettacolo dove le persone calpestavano le immagini di personaggi come Matteo Salvini, Papà Francesco e Giorgia Meloni.

L’uguaglianza si concretizza con educazione e cultura, fattori mancanti ad esempio nella vicenda che ha visto il suicidio del giovane ragazzo a Torino, vittima di insulti a sfondo omosessuale. Orlando, appena diciottenne, è stata vittima di una subcultura che non elimineremo col DDL Zan, che per di più rischia di dividere maggiormente la popolazione italiana.

Una preghiera per il giovane Orlando.