Le riaperture sono un primo segnale per far ripartire l’economia ma c’è ancora tanto da fare

di Jacopo Ugolini
17 Aprile 2021

Fiducia e prudente ottimismo: così il premier Draghi, durante la conferenza stampa alla Sala Polifunzionale di Palazzo Chigi in compagnia del Ministro Speranza, annuncia la linea del governo per le riaperture: l’Italia dal 26 aprile ricomincerà a vivere e a respirare. Infatti, il Governo decide di anticipare le (possibili) zone gialle a partire dal 26 aprile, consentendo dal tal giorno l’apertura dei ristoranti e bar all’aperto, l’apertura in zona gialla di teatri e cinema (la cultura, questa dimenticata!) e la possibilità di fare attività sportiva all’aperto (lo sport, un altro dimenticato!). Importante anche lo sprint sulla scuola: i nostri giovani non possono fare un anno di DAD, è umanamente ingiusto che i nostri giovani stiano in casa tutto il giorno davanti ad uno schermo. Quindi dal 26, anche in zona rossa, si torna a scuola in presenza fino alla terza media e almeno al 50% per le superiori.

Anche se il leader della Lega parla di “vittoria del buonsenso”, possiamo dire che si tratta di una vittoria del centrodestra al governo. Salvini da diversi giorni premeva sull’acceleratore per liberare l’Italia dall’oppressione chiusurista di Speranza e soci, cioè il PD di Enrico Letta (di LEU, il partitino di Bersani e Speranza, qualcuno ha notizie?) che è stato completamente sconfessato da Mario Draghi dato che Letta disse di aver tracciato la “road map” per il governo con le riaperture a partire dalla vaccinazione degli over 60 e con il tasso dei contagi attorno o sotto i 50 ogni 100.000 abitanti per un’intera settimana (significava riaprire dopo l’inizio naturale dell’estate). 

Quindi vittoria del centrodestra, in primis di Salvini (una Forza Italia un po’ troppo in chiaroscuro), ma soprattutto una vittoria delle Regioni. Le tanto criticate regioni, che alcuni, forse dalle parti del Fatto Quotidiano, vorrebbero eliminare, hanno premuto sull’acceleratore per liberare l’Italia. Forse che 14 su 20 sono governate dal centrodestra e che il nuovo presidente di esse è il leghista Fedriga? Furono i governatori delle regioni a presentare un piano di riaperture graduali che il Premier ha accolto quasi in toto. 

Ora, come ricorda il Premier Draghi, sono ancora più importanti le misure che ogni cittadino deve assumere per proteggersi dal virus (e quindi per aiutare le attività a rimanere aperte): mascherine (possibilmente Ffp2) e distanziamento. 

È un primo passo, sì non è abbastanza, però è pur sempre uno stravolgimento rispetto alla linea chiusurista del ministro della Salute, forse voluto da Draghi al suo fianco per commissariarlo di fronte agli italiani?