La sicurezza sui luoghi di lavoro: un tema ancora sottovalutato

di Redazione
21 Maggio 2021

Dal 1° gennaio al 20 Maggio 2021, l’Osservatorio Indipendente di Bolognaregistra 259 morti sui luoghi di lavoro, 505 con i morti sulle strade e in itinere. 574 i lavoratori morti sui luoghi di lavoro nel 2020, 1172 complessivi con i morti sulle strade e in itinere.

Un trend negativo che evidentemente non si arresta.

E’ corretto parlare di vigilanza, di cicli produttivi, di procedure o di manutenzione degli impianti, tuttavia, la vera questione è la consapevolezza che solo con un’adeguata e costante azione preventiva sarà possibile evitare in futuro eventuali rischi connessi all’attività lavorativa. Vi sarebbe, pertanto, da investire maggiormente sulla già normata obbligatorietà della formazione, sulla diffusione capillare delle informazioni all’interno delle aziende e sull’addestramento continuo degli operatori incaricati ad utilizzare mezzi o attrezzature da lavoro, coinvolgendo tutte le varie figure aziendali, nelle specificità del proprio ruolo e nessuna esclusa, poiché attori principali dell’intero sistema sicurezza.  Nel contempo, sarebbe auspicabile avviare la diffusione di programmi e corsi di formazione da intendersi su base pubblica e gratuita: così facendo si andrebbe ad eliminare alla radice l’errata percezione che hanno talune aziende, secondo cui,  la sicurezza sui luoghi di lavoro sarebbe vista come un fattore di costo anziché un investimento.  Continuando,  vi sarebbero da semplificare le procedure e gli adempimenti previsti dal D.Lgs. n. 81/08 e ss. mm. ii., sviluppare ed investire in nuove piattaforme di comunicazione telematica in materia di sicurezza, sia fra reparti della stessa azienda che fra azienda ed Enti preposti, rendere più semplice ai lavoratori l’accesso alla consultazione dei documenti aziendali sulla sicurezza,  rivedere in senso più stringente il sistema sanzionatorio nella parte relativa alla sospensione dell’attività imprenditoriale, attribuire al datore di lavoro – o, suoi delegati – una effettiva, concreta e partecipata centralità in tutto l’insieme del sistema sicurezza, disciplinare con norme più rigide e restrittive la possibilità di affidare i lavori in subappalto, prevedere l’impossibilità per i lavoratori precari a svolgere mansioni  in settori cui sarebbero esposti a rischio infortunio medio-alto, maggiori tutele sociali per quei lavoratori in età avanzata a rischio  incidenti sul lavoro e, infine, far fronte alle difficoltà strutturali dell’attività di vigilanza, da tempo in carenza di organico rispetto al contesto socio-economico ed alle dimensioni del territorio di competenza.

Ma vi e’ di piu’.

A parere dello scrivente, la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro dovrebbe essere trasferita sui banchi di scuola, in quanto, sarebbe “cultura” da diffondere nelle nuove generazioni di studenti, i quali, rappresenteranno i futuri lavoratori e datori di lavoro.

Una proposta concreta e fattibile sarebbe quella di modificare l’articolo 11, comma 4, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 prevedendo “l’introduzione della Sicurezza sui Luoghi di Lavoro come materia obbligatoria in tutte le scuole secondarie di primo e secondo grado”.

Ciro Francesco Miale