La manovra a tenaglia di Pd e 5Stelle per vincere le comunali a Roma

di Daniele Dell'Orco
10 Maggio 2021

Il fronte giallorosso a Roma prepara una manovra a tenaglia. Pd e Movimento 5 Stelle fanno finta di litigare per esprimere il candidato giusto per la Capitale dopo 5 anni di disastrosa amministrazione Raggi. In realtà, però, si tratta di una strategia sottile per restare uniti evitando di rompere un accordo che dal nazionale verrà modulato in diverse forme anche sui territori. Siccome Beppe Grillo ha sempre sostenuto la ricandidatura della Raggi, la sindaca in un modo o nell’altro dovrà concorrere di nuovo. E anche dal nuovo leader grillino Giuseppe Conte è arrivato l’endorsement che svela però i piani per il prossimo futuro: “Spero che il dialogo privilegiato del Movimento con i dem possa dare i propri frutti. Il primo turno sarà una sorta di primaria”.

Una primaria che coinvolgerà la titolare del Campidoglio all’ex ministro dell’economia proprio del Conte II, Roberto Gualtieri, scelto infine dal Pd dopo le accese discussioni intorno ad una possibile candidatura del Governatore Nicola Zingaretti. Guatieri, rimasto “vittima” del rimpasto che ha portato Mario Draghi a Palazzo Chigi, dovrà trainare la coalizione di centrosinistra davanti ai grillini, per poi poter essere il candidato su cui convogliare tutti i voti anti-destra in sede di ballottaggio (compreso Calenda?).

Ecco, la destra. I nodi tra Lega e Fratelli d’Italia per la scelta del nome non sono ancora stati sciolti. La designazione di Guido Bertolaso è ormai naufragata quasi del tutto, mentre Giorgia Meloni ha più volte ribadito di non voler scendere in campo in prima persona perché sarebbe un modo per gli altri per “togliersela dalle scatole”. FdI ha proposto Andrea Abodi, pur con poca convinzione, mentre si è fatta strada anche l’ipotesi Simonetta Matone. Lega e Fi continuano a sperare in Bertolaso. L’ex volto noto del M5S, il senatore Emilio Carelli, ha invece negato qualsiasi approccio reale da parte del centrodestra. I nomi forti dal fronte politico sono ben pochi, perché ci sarà da combattere un’altra battaglia di candidature, quella per le Regionali, e perché col vento in poppa in tutti i sondaggi nazionali sono in molti a volersi giocare, prima o poi, la carta governativa piuttosto che la patata bollente romana. Dal lato civico, tuttavia, si è ancora fermi al palo. E i romani continuano ad essere disorientati.