Commissione Esteri presa d’assalto dal grillismo filocinese

di Jacopo Ugolini
5 Giugno 2021

Il nome di Vito Petrocelli ai più non dirà niente ma, trattandosi di un senatore della nostra Repubblica, dobbiamo parlare delle sue ultime gesta. Eletto nel 2018 al Senato della Repubblica, nelle file del Movimento 5 stelle, presiede la Commissione Esteri del Senato. L’ultima trovata di questo grillino è la firma che ha posto pochi giorni fa al rapporto pubblicato dal centro studi CeSEM, Centro studi Eurasia-Mediterraneo, dal titolo “Xinjiang.

Capire la complessità, costruire la pace”. Prima di spiegare a grandi linee che cosa ci dice questo rapporto, per conoscere meglio il soggetto di cui parliamo, credo sia sufficiente ricordare che diversi mesi fa, mentre i media italiani ed internazionali parlavano con insistenza di ciò che stava succedendo in Venezuela tra il presidente Maduro e l’autoproclamatasi presidente Guaido, il senatore grillino era assolutamente contrario al rovesciamento della dittatura di Maduro, isolando in tal modo l’Italia rispetto all’Europa e gli Stati Uniti che si stavano schierando su posizioni completamente opposte.

Altre posizioni discutibili, che al suo (presunto) reggente Giuseppe Conte, trasformatosi in un ultra-europeista, sicuramente non faranno piacere, il Petrocelli le prese nei confronti della Bielorussia di Lukashenko, durante una conferenza con il suo omologo bielorusso Rachkov (ne parla il giornale di Sansonetti, Il Riformista   dove il senatore glissava sulla repressione poliziesca nei confronti delle proteste per i presunti brogli elettorali e sosteneva che Europa e Stati Uniti non dovessero preoccuparsi di cosa stesse (e sta) succedendo ai cittadini bielorussi perché meri affari interni. Il personaggio, abbiamo capito, è alquanto discutibile, ma adesso tenetevi forti perché vi spiego di cosa tratta questo rapporto del CeSEM (che è stato poi pubblicato anche sul blog del fondatore del M5S, Beppe Grillo!).

Il Centro studi, così viene riportato nel rapporto, vuole “fornire alle istituzioni un rapporto il più possibile oggettivo, indipendente ed affidabile” così da contrastare “le campagne anticinesi, altamente politicizzate”, che “hanno preso di mira lo Xinjiang da alcuni anni, riportando il più delle volte informazioni totalmente infondate”. Quando si racconta della persecuzione degli uiguri nello Xianjiang è tutto infondato e falso? E’ tutto volto a screditare Pechino? In questo rapporto, come denuncia il senatore forzista Cangini, sull’Huffington Post viene chiaramente negata la persecuzione degli uiguri. Anzi, vengono raccontati i campi di detenzione, in cui sono rinchiusi gli uiguri, come “luoghi di reclusione e de-radicalizzazione per uomini e donne affiliati a gruppi terroristici”.

Cangini auspica giustamente una presa di posizione da parte di Di Maio, e aggiungerei anche da parte dell’ex avvocato del popolo, che sia definitiva e nella scia dell’Europa e degli Stati Uniti. Questo lo auspichiamo anche noi, soprattutto perché l’Italia, insieme all’Europa, è in una fase di rinascita, che potrebbe finalmente rendere i paesi europei un tutt’uno nei confronti della Cina.