Contrordine globalisti: ora Macron è il cattivo (e l’Italia impotente)

di Andrea Saponaro
27 Luglio 2017

Sui principali organi di stampa italiani è un continuo susseguirsi di ricerca di spiegazioni alla tensione nata ieri fra Italia e Francia sull’acquisizione dei cantieri navali di Saint-Nazaire, in seguito all’indiscrezione di Le Monde circa la prospettiva da parte del nuovo inquilino dell’Eliseo di nazionalizzare i suddetti cantieri Stx, esercitando il diritto di prelazione sull’azienda e la cui maggioranza era stata assegnata all’asta a Fincantieri.

C’è chi accusa Macron, più o meno tutti, di nazionalismo e di protezionismo, e di essersi fino ad ora finto liberista, artefice di un sicuro rilancio europeo, paladino di una governance più integrata dell’Eurozona e via discorrendo. L’aspettativa di un giovane e determinato presidente francese in grado di “modernizzare” il vecchio continente portandolo al passo con il globalismo si è, infatti, smontata in poche ore. Ieri era il futuro dell’Europa, oggi il peggior nemico.

Ma non è che forse il presidente francese fa semplicemente quello che ogni leader nazionale dovrebbe fare? È vero, è difficile immaginare come la Francia possa arbitrariamente decidere di far saltare un accordo industriale europeo concluso nell’aprile scorso, quello tra Fincantieri e Stx, minacciando di nazionalizzare i cantieri di Saint-Nazaire nel caso in cui l’Italia non si pieghi alle nuove condizioni, ma cerco sempre di trovare i problemi in casa mia prima di accusare elementi esterni.

La visione del governo italiano è pericolosamente diversa da quella dei governi degli altri Paesi UE. Tutti vogliono salvare l’imperfezione di questa Europa del mercato unico e della concorrenza con regole chiare, e sulla carta tutti si impegnano a portare avanti politiche in questo senso. Il problema è quando il governo italiano mostra il suo lato di trasparente sudditanza e fa di tutto per dimostrare ai partner europei di stare anche lui (l’Italia) al passo con loro. Ma non lo fa mai nel modo giusto.

Nonostante le troppo deboli dichiarazioni dei ministri Padoan e Calenda, il governo sembra non aver capito la gravità di una decisione del genere: non possiamo accettare di far passare sempre il fatto che fare sgarbi all’Italia non produca mai nessuna conseguenza e sia la strada facilitata per la risoluzione di problemi industriali e istituzionali all’interno dell’UE. Macron avrà le sue colpe, ma non quella di provare a fare gli interessi della sua Francia. Il governo italiano, perciò, si svegli e risponda a quest’attacco diplomatico: l’Italia non può e non deve accettare una decisione di questo genere. Dignità e merito stanno dalla nostra parte. Punto.