Amministrazione Raggi: il manuale degli errori

di Jacopo Ugolini
24 Luglio 2021

In odore di elezioni e quindi di candidature, sarebbe bene per chi chiunque voglia mettersi al servizio della propria cittadinanza, candidandosi a sindaco, guardare l’Amministrazione Raggi, captarne il modus operandi e trascrivere ciò che un Sindaco non deve fare. Il principale obiettivo di un Amministratore comunale è quello di rendere la propria città attraente agli investitori, secondo la regola: più investimenti, più ricchezza. 

In quattro anni di amministrazione, Virginia Raggi e chi rimane della maggioranza ha reso Roma una città in cui investire è diventato impossibile. Esempio lampante è il progetto per il nuovo stadio a Tor di Valle.

L’ultimo episodio risale a febbraio, quando la nuova proprietà americana, i Friedkin, abbandonò il vecchio progetto, con l’appoggio dell’Amministrazione romana. Così Comune e i Friedkin trovano l’accordo per un nuovo progetto, che può essere avviato ad una condizione: la reintroduzione del Pubblico Interesse da parte dell’amministrazione.

Ma questo non vuole essere concesso perché, dopo che la società proponente, Eurnova (di Parnasi, e ora del magnate ceco Vitek), proprietaria dell’area di Tor di Valle, ha ipotizzato una causa da cento milioni di danni, i consiglieri di maggioranza non si assumono il rischio di votare il Pubblico Interesse. Risultato: gli investitori stranieri non trovano garanzie per investire a Roma data la fragilità della (ex) maggioranza Raggi, sempre più martoriata da abbandoni e dall’incombenti elezioni.

“Ex” maggioranza perché il 1 Luglio ha perso altri quattro consiglieri, i quali, formando un nuovo soggetto politico, hanno fatto si che la Raggi non abbia più una maggioranza. Non c’è fine allo scempio. Anzi, la fine è datata tra settembre e ottobre (si parla del 10 e 11 ottobre), quando i romani avranno la possibilità di scegliere il cambiamento: Michetti e Matone.