La foiba di Basovizza sfregiata in occasione del 2 giugno

di Daniele Dell'Orco
3 Giugno 2021

“Italia m@#*a, Trieste è un territorio libero”, questa la scritta, in uno sloveno non del tutto corretto, sui manifesti affissi oggi da ignoti sulla lapide che accoglie i visitatori presso la foiba di Basovizza. Un monumento doloroso, una tomba, un simbolo tangibile dell’odio e della persecuzione antitaliana. E proprio in occasione della Festa della Repubblica, alcuni sciocchi rimasti vigliaccamente anonimi hanno deciso di rimarcare quell’odio, di risollevare quella sofferenza dalle cavità carsiche.

L’avvenimento è stato reso noto da Sandra Savino, deputato di Forza Italia e capogruppo del partito in Friuli Venezia-Giulia e Alberto Polacco, capogruppo a Trieste. “Ancora una volta infami infangano la memoria delle vittime delle foibe”- si legge in una nota congiunta – “lo fanno in occasione della più importante solennità civile italiana affiggendo manifesti volgari sul monumento simbolo del massacro di italiani compiuto da partigiani slavi. Infami anonimi, la cui sola firma è la lingua con cui sono scritti i manifesti. Un gesto che non può essere derubricato a stupida goliardata anti-italiana, ma rientra a pieno titolo in un revanscismo fuori dalla storia. Trieste è stata, è e sarà Italia: si mettano il cuore in pace”.

Non si sa se i manifesti siano stati realizzati ed esposti da cittadini sloveni oppure da indipendentisti ‘nostrani’, tuttavia le forze politiche di centrodestra invieranno, nelle prossime ore, una lettera al ministro degli esteri per chiedere conto al ministro degli esteri sloveno del ripetersi di questi vergognosi attentati alla memoria e alla verità.