Su Repubblica ritorna il fascismo immaginario per colpire la destra

di Pasquale Ferraro
4 Ottobre 2021

Nel 1487 usciva in Germania un libro destinato a divenire il simbolo di una stagione  di efferatezze e violenze conosciuto come “ Il Malleus Maleficarum” appunto il “Martello delle Streghe” ad opera di due frati domenicani tali Heinrich Kramen e Jacop Sprenger. I due inquisitori si erano prefissi il compito di creare una sorta di vademecum utile per contrastare il crescente fenomeno della stregoneria, dell’eresia e supposto paganesimo. Un manuale utile ad ogni curato di scampagna, monaco e persino laico, per comprendere, individuare e di conseguenza segnalare gli eventuali focolai demoniaci. Istruiva però anche e sopratutto sulle tecniche da utilizzare nell’atto della repressione del fenomeno. Va subito puntualizzato che il libro in questione non divenne mai un “testo “ ufficiale della Chiesa Cattolica – nonostante alcuni noti romanzieri vi abbiano ricamato sopra – eppure pare che il “Martello delle Streghe” sia tornato in voga: attualizzato, politicizzato e sopratutto incrementato di una nuova pericolosissima categoria quella del “fascista invisibile”. 

Infatti la “caccia al fascista” è la prima occupazione di ogni cittadino consapevole, cresciuto a pane, sezione e romanzi di Michela Murgia. 

I nuovi inquisitori sono i giornalisti, non più indagatori, ma accusatori, cosi tanto calati nella nuova figura da adottare persino tecniche e fattispecie proprie delle forze di polizia, dall’agente provocatore, alla notizia di reato, a quanto pare non più di competenza della polizia giudiziaria, ma esclusivamente delle redazioni dei giornali progressisti a rigorosamente antifascisti. 

 Loro è il compito di analizzare, schedare e indagare su tutti coloro i quali palesano segni tipici di fascismo, riconoscibili, attraverso la lettura del libello Murgiano, nel quale come nel  “Martello delle streghe” sono inseriti i criteri essenziali per identificare i pericolosi avventori  apologisti che minacciano nell’ombra la repubblica democratica. 

Il fine di tutto ciò? La ragione di cotanto accanimento ? Semplice, dipingere sotto una fosca luce tenebrosa la destra italiana, renderla lontana dall’immaginario della destra di governo, tanto conservatrice quanto liberale. Alludere al sovranismo come un traslitterazione contemporanea  del nazionalismo fascista, e intendere le anime della destra italiana come nostalgiche e sopratutto ambivalenti. 

Su Repubblica è in corso il festival dell’interpretazione capziosa, che da giorni snocciola titoli ad effetto come se si trattasse di una saga Netflix: inebriati dal clamore pre elettorale dell’inchiesta di fanpage, dalle parti del giornale che fu di Barbapapà, si scaldano i motori in vista di una nuova arrembante stagione all’insegna della caccia al fascista – immaginario – nascosto in qualche sede di partito, comitato o sotto le mentite spoglie di un conservatore o di un liberale. 

Si sta riproponendo anche quell’odiosa prosopopea della sinistra che vuol spiegare alla destra come si fa la destra, alquanto ironica come cosa, eppure si tratta di una consolidata abitudine della stampa e degli intellettuali di sinistra. Vogliono una destra a loro uso e consumo, possibilmente innocua e sopratutto politicamente correttissima. 

Basta leggere l’analisi di Stefano Cappellini che sempre su Repubblica si spinge a parlare di “destra impresentabile”, priva di una classe dirigente FDI, spaccata fra due aree la Lega. 

Ma a superarsi è sicuramente l’ex direttore del quotidiano fondato da Scalfari ( che questa domenica ci ha risparmiato l’ennesima omelia in stile macedonia priva di senso alcuno) Ezio Mauro che con un pezzo dal titolo Evocativo “ Il nodo nero che soffoca la destra” si lancia in una romanzesca lettura della destra italiana, tra il fantasy e il romanzo storico Scottiano. Secondo Mauro, grazie all’inchiesta di fanpage, è stato squarciato il velo di Maya  che copriva la realtà della destra italiana. Scrive Mauro “ rivela la vera cultura che cova dietro la propaganda di Fratelli d’Italia, un sentimento politico alimentato come la cenere sotto la brace” che alimenta quella fiamma originaria del fascismo che fu poi del MSI e che oggi è in Fratelli d’Italia. Secondo l’editorialista , è in corso una lenta riscrittura della storia che consenta al fascismo non come programma, ma come impostazione, metodi e apoteosi di riemergere dalle catacombe nel quale come un rito pagano viene alimentato lontano dai riflettori. 

Si secondo Mauro a destra ci si veste da Federali e ci si riunisce in qualche luogo nascosto per celebrare rituali fascisti, in attesa che i tempi siano maturi affinché  gagliardetti e camicie nere possano tornare allo scoperto. 

Definire tutto ciò allucinante è riduttivo, non solo per l’idea evidente che sta alla base di simili interpretazioni, e cioè l’idea che non possa esservi destra che non sia fascista.

Sotto sotto lo sono tutti, il resto è tutta una finzione per mascherare la verità.  Certe analisi – se così possono essere definite – non ti aspetti di leggerle neanche su un sito complottista di allucinati, ed invece si trovano sulla prima pagina del secondo quotidiano nazionale. 

Nodo nero o no, di sicuro vi è solo l’ossessione sinistra della sinistra per il fascismo, che come sempre sottolineano nasconde tanto l’idea di superiorità morale, quanto l’assenza totale di argomenti di un’area politica vuota e povera di idee, orfana e parricida di se stessa. 

Per arricchire il tutto L’Espresso ci presenta un estratto del nuovo romanzo di Michela Marzano filosofa ed ex deputata del partito democratico dal titolo “ Stirpe e Vergogna” ( Rizzoli) nel quale dulcis in fundo si parla del senso di vergogna provato dall’autrice nell’aver scoperto che il nonno aderì al Partito Nazionale Fascista nel 1919, peccato solo che il PNF nascerà solo nel 1921 e quindi vogliamo dedurre che il nonno della Marzano aderì si al fascismo ma nella sua fase embrionale e originaria, i Fasci di Combattimento fondati a Milano proprio nel 1919. Ma si sa la foga acceca e la storiografia cede ai mea culpa un pò nonsense degli eredi.  

Prepariamoci ad un autunno caldo, a nuove incredibili inchieste,a fiumi di pagine e saggi sconfinati sull’evidente emergenza fascismo, sul rischio di implosione del sistema paese, e molte altre corbellerie simili, ben orchestre, al solo scopo di colpire la destra prima dei due appuntamenti cruciali: il Quirinale e le elezione del 2023 o anche prima.