Nicola Porro: “Gli italiani sono assuefatti dal lockdown. Chi protesta va applaudito”

di Jacopo Ugolini
9 Aprile 2021

Mercoledì 7 aprile come Nazione Futura Parma abbiamo avuto l’onore di ospitare Nicola Porro, conduttore di Quarta Repubblica e vicedirettore de Il Giornale. I temi affrontati sono stati diversi: Ugolini ha affrontato il tema dei vaccini e della crescente povertà; successivamente Bertolazzi ha chiesto al nostro ospite delucidazioni riguardo il continuo lockdown e se vi sono effettivamente dei liberali al governo (già più volte dimostrato inefficiente da parte di importanti studiosi); infine, Buccardi ha affrontato il tema dei giovani, probabilmente i più colpiti dal mai interrotto lockdown.

Caro Dottor Porro, buonasera. Partiamo ricollegandoci all’inizio della puntata di lunedì scorso di Quarta Repubblica: il ministro della Salute ci racconta che gli italiani hanno capito il perché delle chiusure e che chiude l’Italia con animo sereno. Nel frattempo l’ISTAT certifica il sorgere di un milione di nuovi poveri. Perché quindi non velocizziamo tamponi e vaccini? E siam sicuri che gli italiani abbiano capito il perché di queste chiusure?

Solo il ministro e, ormai, pochi altri parlano ancora di “modello Italia” ma la situazione è disastrosa. Sicuramente col generale Figliuolo abbiamo fatti passi avanti, però continuiamo ad avere DPCM, restrizioni alla libertà e via dicendo, quindi, di riflesso, non si capisce perché non si abbiano stati d’emergenza sui comportamenti pubblici. Ad esempio, nei giorni di Pasqua si sono fatti la metà dei 500 mila vaccini che si dovrebbero fare, quindi lo Stato non ha rispettato i suoi compiti, ma allo stesso tempo il cittadino si vede violata la libertà, e anzi, ancora peggio, lo Stato è veloce a sanzionare i cittadini che si sono ribellati consapevolmente a un DPCM. Non bisogna però assolutamente abituarsi a tutto ciò. Devo però riconoscere che i cittadini ormai forse si siano assuefatti a tutte queste restrizioni, e questa assuefazione è il fattore più pericoloso: adesso chi protesta e chi lotta per il proprio lavoro va applaudito!

Ci hanno raccontato che non ci sono alternative al lockdown mentre non è vero (vedi l’ultimo libro di Ricolfi), criticano chi va in piazza perché in compagnia di ultras e fascisti, ora, volendo tenere chiusa l’Italia, fanno un altro scostamento di bilancio che mai sanerà le difficoltà economiche. Ma i liberali al governo ci sono? E cosa fanno?

L’Italia sta aumentando a dismisura il debito pubblico (una tassazione differita nel tempo) dall’anno scorso ma non ha risolto il problema perché i ristori non salveranno mai gli italiani. È fuori di dubbio che i ristori devono esserci, ma è anche fuori di dubbio che questi non risolveranno il problema. Quindi l’unica soluzione è gradualmente riaprire l’Italia. Sulla componente liberale: c’è una componente leghista e forzista che sicuramente sta svolgendo un buon lavoro ma fa fatica ad emergere, allo stesso tempo però mi viene da pensare che non può permettere atti come gli aumenti degli stipendi pubblici in un momento storico come questo, le continue restrizioni alla libertà e via dicendo. Come la mosca sulla testa dell’asino dice di essere lei a guidare l’asino (mentre in realtà è l’asino a guidare se stesso), speriamo di non fare, noi liberali, questa fine, cioè speriamo di non diventare contributori della via intrapresa dall’asino, anzi dobbiamo cambiarla. Almeno la componente leghista (Giorgetti, di cui mi dicono che stia facendo un gran lavoro, Garavaglia al Turismo e Stefani non pervenuta) non ci mette la faccia a differenza del Ministro Gelmini che si presenta in conferenza stampa con Speranza il quale annuncia a tutti che l’Italia rimarrà chiusa. Sono ancora convinto che entrare nel governo sia stato giusto, ma se questa entrata significa unicamente un aumento della spesa pubblica e continue chiusure allora mi fa pensare che questa entrata sia forse stata un errore.

I giovani sono stati prima accusati per la “movida selvaggia” (accuse che rilevano in realtà la mancanza di investimenti sui giovani) e poi sono stati totalmente dimenticati. Il sistema Paese Italia investe lo 0.3% del PIL sull’Università, mentre la Germania mette 127 miliardi sulla formazione dei giovani. Ricordando che spendiamo il 17% per le pensioni, forse è giunto il momento di spostare l’asse? E perché queste vaccinazioni ai docenti universitari mentre le lezioni sono online?

Partendo dall’idea che i giovani devono conquistare da soli lo spazio, da anni però effettivamente ai giovani vengono destinate risorse e attenzioni sempre minori. Un altro elemento è che i giovani oggi però hanno un sovrappiù di pagamento, cioè l’altissimo debito. Oltre a questo, ai giovani è stata tolta tutta la socialità, che è una cosa gravissima! Per salvare gli over 80 (poco più di 4 milioni) abbiamo tolto la possibilità ai giovani di diventare migliori, cosa che renderebbe anche la società migliore. Ora sono state cristallizzate le classi sociali: chi è ricco, può avere un futuro; chi nasce in difficoltà, farà ancora più fatica per emergere socialmente. Questo, oltre ad essere ingiusto, è inefficiente per il sistema economico perché stiamo castrando la possibilità di sviluppo del Paese. Se esistesse una sinistra, questa sarebbe al nostro fianco nel protestare contro il lockdown. Detto quindi che i giovani devono conquistarsi i loro spazi (l’obiettivo non è diventare uno dei duemila e passa dipendenti pubblici che Brunetta e la Carfagna vogliono assumere), però certamente questi sono quelli più colpiti dalla mancanza odierna di socialità. Ricordiamo inoltre che i giovani sono i meno pericolosi nel contagio da Covid.

I professori, in virtù di difendere il proprio privilegio, si fanno fare un vaccino che è uno scandalo. Ennesimo esempio dello scempio del sistema Italia. I giovani non sono niente: non vanno all’università, non seguono le lezioni in presenza e i professori (al posto di anziani e fragili) vengono vaccinati. 

La soluzione: vaccini e tamponi. Però l’Italia non sembra abbia investito sui tamponi. Ci dicono di rimanere in casa, mentre i vaccini e i tamponi non ci sono. Come possiamo ancora rispettare le ordinanze del Ministro (senza) Speranza?

Il problema centrale è una scarsa considerazione della libertà umana, che viene cancellata come ad esempio quella delle attività cosiddette “non essenziali”. Chi decide che un’attività è essenziale o meno?! È il riflesso di una cultura molto lontana dalla nostra, che temo possa imporsi per la paura nei confronti di questo virus. Il principio è che loro non vedono la libertà come un fattore essenziale della nostra vita. Il principio del comunismo quindi non è morto. Ci sono due grandi religioni socialiste: l’ambientalismo/climatismo e la paura della pandemia. La prima per ora non ha ancora vinto, la seconda, grazie ai morti, tutt’ora sta vincendo.

Cosa ne pensa del fatto che ci lamentiamo della non gestione del piano vaccinale dell’ex Commissario Arcuri, però nel momento in cui viene mobilità la massima espressione della meccanica dello Stato (la logistica militare) si urla allo stato di polizia?

Non ho visto tutti gli attacchi che mi sarei aspettato da una sinistra vera e pura, se questa esistesse ancora. Ma la sinistra appunto ormai è sparita: non protesta per la presenza di forze dell’ordine che ci chiedono dove stiamo andando. È il classico doppio standard della sinistra.