L’ipocrisia di Fedez: prima diffama la Rai, poi si lamenta se non lo ascoltano

di Daniele Dell'Orco
27 Maggio 2021

Fedez vuole fare il padre padrone anche in Rai. Con le sue infantili invettive social il rapper dimostra ancora una volta di considerare il servizio pubblico alla stregua del suo attico di Milano, commentando “Paura eh? E questi erano quelli del ‘serve un contraddittorio'” la decisione della Commissione di Vigilanza Rai di non convocarlo per un’audizione dopo il suo discorso a favore del Ddl Zan durante il Concertone del Primo Maggio.
Non pago, oltre ad aver aizzato nuovamente i suoi follower ovviamente contro la Lega, e contro il presidente della Commissione Alberto Barachini, Fedez ha inviato tre emoticon con dei pagliacci via mail alla Rai, dimenticando almeno un paio di cose importanti:

1- Fedez è stato il primo ad aver utilizzato un canale tv preposto ad altro per fare nomi e cognomi, senza contraddittorio, di liberi cittadini a cui ha messo in bocca citazioni estrapolate dal contesto. Ora si lamenta se non gli viene concesso il contraddittorio;
2- la Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai è composta da circa 40 tra deputati e senatori di tutti i partiti politici, e la richiesta di Fedez è stata bocciata all’unanimità, giudicata da tutti impropria e inopportuna viste pure le azioni legali in corso. La Commissione ha comunque deciso di inviare al rapper una nuova richiesta di una sua memoria sui fatti del Concertone. Ma certo a Fedez questo non basta perché le memorie difensive scritte non fanno acchiappare like.

Valutazione bonus: diffamando la Rai e diffondendo illecitamente sui suoi canali l’audio, manipolato, della sua conversazione con i vertici di Rai3, Fedez ha dimostrato tutto il suo disprezzo per l’istituzione da cui oggi pretende di essere ascoltato. Poiché aveva fatto il bullo dicendo: “Sono orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto, lo rifarei altre mille volte. Affronto le conseguenze, ho i mezzi per difendermi”.
Ebbene, caro Fedez, difenditi, in Tribunale.