La sinistra non vuole cittadini, ma parassiti

di Pasquale Ferraro
27 Maggio 2021

Triste – politicamente parlando –  ma vero, la sinistra italiana non vuole cittadini autonomi, giovani impegnati nel mondo del lavoro con una prospettiva che vada oltre il precariato sociale, no al contrario quello a cui aspira è la mancetta, la quintessenza dell’assistenzialismo sociale. Lo stesso che è stato foraggiato negli ultimi due anni dal reddito di cittadinanza, il più grande sperpero di risorse mai visto nel nostro paese. Tanto e tale da far impallidire decenni di clientele e prebende.  Ed oggi con l’ultima trovate del segretario Letta siamo giunti all’apoteosi.

Nulla di nuovo certo, quello che propone il pupillo  di Andreatta, lo avevano già proposto ai temi dell’Unione – di prodiana memoria – Rifondazione Comunista e quella che poi divenne nel 2008 “ la sinistra l’arcobaleno”, perché in fondo l’obbiettivo della sinistra è sempre stato quello di saccheggiare le tasche dei cittadini.

Roba da far impallidire lo sceriffo di Nottingham. Eppure ad ogni occasione la proposta di patrimoniale, di semi patrimoniale o il più pusillanime ma non meno ipocrita “ contributo di solidarietà, sono già pronte, con tanto di coriacei osannanti il tutto come “ necessario”, “ doveroso “, socialmente corretto.   Il partito democratico è alla ricerca di un elettorato, ma soprattutto di una ragione di vita, ora che sono state archiviate tutte le battaglie storiche della sinistra e realmente  “ sociali “, che oramai sono difese unicamente dalle forze di destra, come del resto i risultati elettorali ampiamente dimostrano.

La sconfitta nelle roccaforti rosse, realtà industriali e generalmente sindacali, sono state il segno tangibile di una rivoluzione sistemica in senso copernicano, sui temi sociali. Il nuovo orizzonte della sinistra, politicamente correttissima è quello di aggredire la ricchezza, il risparmio degli Italiani. Un accanimento che si accresce ora che il timore di non avere più una ragione di vita si fa sentire, insieme alla pressione dei sondaggi che non concedono spazio all’ottimismo. 

Letta vuole giocare la sua partita “ populista “ sul terreno che fu grillino, una  scelta che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, soprattutto se alle primarie l’affluenza giovanile dei sedicenni fosse bassa.  Per questo l’attacco alla ricchezza equivale alla battaglia comune di convergenza della sinistra, unita nel solito vecchio mantra della tassa sulla ricchezza. 

Non è un caso che tutte le anime ex comuniste si sono unite al segretario Pd, nel chiedere al governo di agire. Draghi, uomo pratico e poco avvezzo alle dinamiche sinistrologiche ha bloccato sul nascere il tentativo, etichettandolo come fuori da ogni logica nella situazione attuale. La sinistra alla fine si rivela sempre per quella che è una forza plurale ma parassitaria come tutto ciò che da essa emana.