La libertà non è mai scontata

di Pasquale Ferraro
28 Luglio 2021

La polemica sul green pass ha acceso nel nostro paese un dibattito politico e culturale che ha al centro non più una questione strettamente sanitaria ma bensì valoriale ed etica: la libertà. Si perché se il lungo lockdown ha indubbiamente limitato le libertà individuali, confinandoci in casa, obbligandoci al coprifuoco, tutte queste misure erano caratterizzate dall’ egualitarismo. 
Erano uguali per tutti, e le uniche eccezioni erano dovute a ragioni semplicemente connesse alle qualifiche lavorative di alcuni, mentre ora invece per la prima volta si creano due categorie di cittadini, quelli che possono tutto, cittadini di serie a e quelli a cui molte attività saranno impedite. 


Non vi è nulla di cui gioire nel leggere cartelli affissi ai negozi, e locali nei quali si escludono coloro che non hanno ancora ottenuto il green pass, questo non vuol dire opporsi ai vaccini, tutt’altro- chi scrive ha già ottenuto il pass – ma al contrario impedire che alla battaglia sanitaria contro il covid si sostituisca l’ennesima e più pericolosa  tendenza fanatica alla caccia al “ diverso” a creare limitazioni alla vita  attiva nella nostra società di molti cittadini. 
A creare prevenienti pericolosi, che possano portare alla esclusione di una parte della popolazione dalla partecipazione al “ contratto sociale “ che sta alla base della nostra comunità. È facile creare dei mostri, così come è altrettanto  semplice abituarsi all’idea di non essere tutti uguali, ad assorbire come normale, una condizione come quella attuale che di normale non ha nulla. 


La nostra vita non sarà più come prima, questo lo sappiamo bene, così come consapevolmente abbiamo fatto nostra l’idea che anche quando il virus sarà disellato, i timori rimarranno a lungo fra noi. Abbiamo pensato ingenuamente che la pandemia potesse cancellare tutte le piaghe delle nostra epoca, che di colpo potessero rinascere un sentimento “ umano” che da tempo latita, e che finalmente il dominio della tecnica potesse essere arrestato dalla presa di coscienza che in fin dei conti prima di ogni cosa viene l’essere umano, la persona. 

Ma alle fine saremo fortunati se rimarrà viva almeno una delle conquiste degli anni d’oro della società occidentale come ad esempio la “libertà“ che spesso abbiamo dato per scontata, pensando che fosse ormai cosa assodata, una parte indissolubile di noi.

Senza ricordarci che la conquista della libertà in ogni forma ha richiesto la lotta e il sacrificio, così come la sua difesa. Noi invece oggi siamo viviamo in una società così in preda alla paura che la maggioranza è disposta a limitare la libertà e i diritti acquisiti pur di sentirsi sicuri, pur di pensare di essere protetti.  
Ora a fare paura è un nemico invisibile che sembra non voler lasciare il campo e che ogni qual volta sembra essere destinato a perire, rinasce e ricompare in maniera differente, più enigmatiche, e per noi e per la scienza ancora oscura. 


Ora però si è arrivati al limite, al giro di boa, al momento cruciale in cui essere disposti a rinunciare ai diritti, oppure a scegliere di combattere la pandemia senza liste di proscrizione , senza fare una caccia all’uomo, senza affiggere cartelli che ricordano – piaccia o no – pagine della storia ancora viva e della quale certo non andare fieri. 
Che cosa diranno i posteri di noi? Come saremo ricordati come uomini liberi ? Oppure come coloro che hanno ceduto alla paura la loro libertà?