La fabbrica dei mostri

di Daniele Dell'Orco
6 Luglio 2021

Winston Fedez e Margaret Ferragni tornano all’attacco. Stavolta come bersaglio scelgono Matteo Renzi, per via del dibattito interno ad Italia Viva e ai partiti di sinistra in merito al Ddl Zan, ma pure perché il Bomba è diventato un po’ “il nemico del mio nemico” da quando ha permesso agli italiani di sbarazzarsi di Giuseppe Conte, il più grande sponsor politico dei Ferragnez.

La Chiara Nazionale è tornata a parlare del Ddl di cui lei e il marito hanno fatto una bandiera, condividendo in una story su Instagram un post in cui si lascia intendere che Italia Viva stia “giocando” sul disegno di legge, ovvero lo stia boicottando, accompagnando il tutto con una didascalia eloquente rivolta ai suoi 24 milioni di follower: “Che schifo che fate politici”, con la faccia di Renzi in bella mostra.

La risposta dell’ex premier ovviamente non si è fatta attendere: “Fa bene Chiara Ferragni a dire quello che pensa. Solo che da lei mi aspettavo qualcosa in più di una frasina banale e qualunquista. Dire che i politici fanno schifo è il mediocre ritornello di chi vive di pregiudizi. Da una persona che stimo mi aspetterei un confronto nel merito. Perché sapete chi fa davvero schifo in politica? Fa schifo chi non studia, chi non approfondisce, chi non ascolta le ragioni degli altri, chi pensa di avere sempre ragione”.

“Se Chiara Ferragni vuole confrontarsi sugli articoli 1, 4, 7 della legge Zan e sugli emendamenti Scalfarotto io ci sono – aggiunge Renzi – Se Chiara Ferragni vuole conoscere come funziona il voto segreto al Senato, ai sensi dell’articolo 113.4 del Regolamento, io ci sono. Se Chiara Ferragni vuole discutere, criticare, approfondire io ci sono. Ma sia chiaro. La politica, cara Ferragni, è un’attività nobile e non fa schifo. E la politica si misura sulla capacità di cambiare le cose, non di prendere i like”.

Insomma, il “boomer” Renzi impartisce una lezione di democrazia all’oligarca del web, che così come Fedez oltre a non masticare mezza norma di funzionamento delle istituzioni, altro non fa che grillizzare il suo livello di critica contro “i politici”. La cosa tragicomica è che Fedez, l’illuminato, si butta nella mischia e scrive a Renzi: “Stai sereno Matteo, oggi c’è la partita. C’è tempo per spiegare quanto sei bravo a fare la pipì sulla testa degli italiani dicendogli che è pioggia”. Con un evidente riferimento sia al “bacio di Giuda” di Renzi a Letta sia alla presunta incapacità degli italiani di affrontare temi seri quando ci sono in programma le partite di calcio.

Uno snobismo patetico, specie se mosso da due che stanno somministrando cucchiaini di populismo un tanto al giorno via social ai propri follower, privi quanto loro di qualsiasi spessore contenutistico o istituzionale. Ai Ferragnez proprio non va giù che la democrazia preveda il confronto, il compromesso e, eventualmente, anche il cambio di idea. Per loro dovrebbe essere tutto molto più semplice: basterebbe inserire direttamente in Gazzetta Ufficiale il contenuto di una loro story su Instagram e il gioco è fatto.

Non sorprende che appartengano alla stessa cricca salottiera, distaccata dalla realtà e totalmente disgustata dal popolo di cui fanno parte l’influencer che millanta lauree e competenze Imen Jane e l’amica e collega Francesca Mapelli, note per le loro storie sui social in cui in sostanza devastano l’immagine del Meridione, dei meridionali, degli “umili” lavoratori, dei tassisti, dei camerieri e di chiunque non indossi scarpe da mille euro.

Con Francesca Mapelli Chiara Ferragni ha collaborato diverse volte. Legittimamente per carità. Ma il punto non è il legame professionale, è il minimo comune denominatore antropologico che consente a questi mostri del web di sentirsi migliori dei politici accusati di essere “populisti”, “egoisti” e “ingannatori” del popolo, ma li criticano grazie ai loro modi populisti, egoisti e ingannatori del popolo.

La colpa, in fin dei conti, è sempre la nostra. Degli utenti. Degli elettori. Che così come la politica, non si rendono conto del potere di cui sono dotati. Basta un click per azzerare la capacità penetrativa delle loro robacce. Esattamente lo stesso click con cui gli è stato accordato questo potere persuasivo. E invece, ad esempio, il profilo Instagram di Imen Jane conta sì -25mila follower ma ne dispone ancora di oltre 300mila in totale. Per non parlare dei milioni e milioni di replicanti su cui possono contare i Ferragnez. Insomma, sono idoli di fango, sorretti da dei sudditi che non sanno che, con una reazione involontaria del polpastrello, li potrebbero cancellare dalla faccia della Terra.