Centrodestra è l’ora della sveglia

di Pasquale Ferraro
25 Maggio 2021

I numeri parlano chiaro – ed in politica sono i numeri che contano – il centro destra è ad oggi la colazione che in caso di elezioni otterrebbe la maggioranza tanto alla Camera quanto al Senato, numeri che dovrebbero invitare i leader dei tre partiti maggiori che compongono la coalizione ad un’attenta riflessione sull’importanza degli appuntamenti elettorali che dopo l’estate interesseranno le tre più grandi città italiane ( Roma, Napoli e Milano) tutte attualmente governante dalla sinistra, e soprattutto la difesa della Regione Calabria, che ritorna al voto dopo la tragica scomparsa del governatore Jole Santelli.

Appuntamenti cruciali per capire le potenzialità di una coalizione che attualmente potrebbe essere definita senza timore di errore “ inespressa “ nelle sue potenzialità reali. Troppo spesso e gli eventi lo hanno dimostrato ampiamente le candidature locali sono state sbagliate, perché fondate su logiche puramente partitiche e non invece su una conoscenza dei territori, delle esigenze e delle volontà dell’elettorato. Errori che oggi non possono e non devono essere più ricommessi, perché minerebbero le aspirazioni nazionali di una coalizione proiettata al governo del paese. 

Certo il balletto delle candidature sta provocando non poche defezioni dell’elettorato che tendenzialmente sceglie candidati espressione del centro destra, come a Roma, dove la candidatura di Calenda deve essere guardata con attenzione, ma senza allarmismi.

La politica ci ha insegnato che le corse elettorali sono lunghe e anche spesso usuranti soprattutto per chi sarà soggetto al fuoco incrociato, e Calenda dovrà subire gli attacchi di Gualtieri e del partito democratico Lettiano, che quanto a tendenze suicide non è secondo a nessuno. 

Ma il centro destra deve pensare a se, solo e unicamente alle sue aspirazioni, alle liste che devono essere lo specchio di quelle professionalità politica – spesso sottovalutata – e di quella competenza di cui i territori che andranno alle urne hanno bisogno. Evitare che la sinistra liberal, politicamente corretta e soggetta alla “cancel culture” e ai movimenti LGBTQ governi Roma, Milano e Napoli è prioritario, quanto vitale per salvare dalla deriva il nostro paese. 

Così come mantenere la Calabria è cruciale non solo perché si tratta di una regione strategica nell’ottica del Recovery Plan e del Ponte sullo Stretto, ma anche perché insieme alla Sicilia rappresenta quello zoccolo duro meridionale fondamentale. Impedire che la sinistra barricadiera di Tansi e De Magistris, e delle sardine possa fare della Calabria il campo profughi d’Europa decretando la morte di una regione ricca di storia e tradizioni, soggetta purtroppo ad una emigrazione di massa di giovani “ cervelli” che vanno a fare la fortuna degli altri paesi costituisce quasi una chiamata alle armi della persuasione politica e dell’impegno civico di tutte quelle anime che credono che il futuro del a Calabria debba passare dal recupero di quella ricchezza umana che va ogni giorno disperdendosi per il mondo. 

Di tutto ciò deve essere motore il centro destra, e solo così ipotecherà definitivamente il prossimo futuro politico.Anche perché – cosa non da poco- queste elezioni costituiscono l’occasione naturale per dare la spallata definitiva al partito democratico e ai cinquestelle, ridimensionando ulteriormente  il primo ed estinguendo per direttissima il secondo.