Altro che battaglie di civiltà, le leggi liberticide sono atti ideologici

di Andrea Saponaro
20 Aprile 2021

Vorrei premettere che questa radical campagna social sta cominciando a nausearmi. Sfruttare il sensibile tema del contrasto all’omofobia come una “battaglia di civiltà” per perseguire penalmente chiunque la pensi diversamente sui più disparati temi etici è roba da regime, è l’ennesimo cavallo di Troia al quale siamo costretti ad assistere. 
Partiamo dal più grande dei presupposti, che per chi commette atti violenti contro persone omosessuali il codice penale già prevede, e giustamente, pene molto severe. Sono previste, inoltre, tutte le aggravanti del caso. Quindi già è facilmente riscontrabile l’assoluta inutilità di questo disegno di legge.
Ma del resto dopo un anno di Covid ormai ci siamo abituati a tutto. Siamo diventati delle “pecore matte” (Dante dixit), abbiamo abbandonato il nostro pensiero critico e ci siamo prostrati alla moda ideologica del politicamente corretto. Dobbiamo essere tutti uguali e pensare allo stesso modo. Tutti dobbiamo andare con la corrente nella stessa direzione.

Se ti sposi sei “da medioevo”, se vai a messa la domenica, perché come la quasi totalità degli italiani anche tu sei cristiano, sei una brutta persona e dovresti vergognarti di farlo sapere in giro, se hai qualcosa da dire sulla gestione dell’emergenza Covid sei un negazionista, se inviti degli amichetti a casa per il compleanno di tuo figlio il tuo vicino di casa chiama la polizia, se fai il tifo per la nazionale italiana sei un fascista sovranista, perfino se guardando LOL non ti escono tante risate vieni escluso ed etichettato come persona triste. 
Ma possiamo continuare a vivere in questo stato di repressione? Ma dove è finita la libertà d’opinione? Pensatela come volete, in un modo piuttosto che in un altro, ma abbiate il coraggio a volte di andare controcorrente. Il mondo è bello perché grazie a Dio è vario. Difendete questa libertà, non abbiate paura. 
Un film recitava: “E’ così che muore la libertà, sotto scroscianti applausi”. 
Da domani se proverai a sostenere la più naturale delle tesi e dire che i bambini nascono dall’amore di un uomo e una donna rischierai di essere penalmente perseguibile. Se proverai soltanto a dire che lo sfruttamento dell’utero di una giovane e povera donna, costretta per pochi soldi a portare avanti una gravidanza per poi vedersi strappare il suo neonato, per lo sfizio di qualche uomo facoltoso è una barbarie potrai essere condannato! (Femministe ma dove siete?)

Una legge contro le discriminazioni e l’odio già esiste (e per fortuna), ma qua stiamo parlando di altro. E lo sappiamo tutti. Questo disegno di legge non è una battaglia di civiltà, è un atto ideologico e volutamente liberticida. Non solo verrai condannato se dirai qualcosa di sbagliato, ma verrai condannato spesso e volentieri per aver detto la verità. Dipende tutto da dove soffierà il vento in quel momento. Ognuno è libero di fare quello che vuole, proprio per questo non potete condannare chi non la pensa come voi.
Sarà che ho sempre avuto un debole per gli eroi ribelli della Vandea, e in generale per tutto ciò che non fosse pericoloso conformismo, ma se una società mi vuol convincere della sensatezza dell’astuta prepotenza dei re greci, io sarò ancor più strenuo difensore di Troia.