Madrid 2021: quando la violenza contro la destra diventa legittima

di Raimondo Franchetti
4 Maggio 2021

Tra gli articoli pubblicati in Italia sulla recente campagna elettorale di Madrid ne emergono due provenienti dai due giornali più letti dagli italiani. Si tratta di “La battaglia epocale di Madrid che riporta la Spagna agli anni 30” uscito il 21 aprile 2021 per il Corriere della Sera e “Vox vuole Madrid: L’estrema destra all’assalto del potere” uscito per la Repubblica il 3 maggio 2021.

Entrambi gli autori si concentrano principalmente sull’ aspetto della violenza di questa campagna elettorale rimanendo però vittima di un vizio molto comune al mondo dell’informazione mainstream.

Quello della demonizzazione a prescindere di qualunque partito conservatore/sovranista europeo.

Finché si tratta di semplice disapprovazione per le politiche proposte e conseguente denuncia di esse la cosa può anche essere perdonata in quanto, comunque frutto di un pensiero costruito nel tempo e di una certa tradizione storica.

Quando però si comincia ad alterare la realtà dei fatti la cosa diventa diversa in quanto non ci si trova più in un terreno di sana competizione ma si raggiunge un clima di guerra civile che può portare alla dittatura vera e propria.

Perché gli autori di questi due articoli hanno si parlato di violenze nella campagna elettorale ma hanno citato unicamente le minacce ricevute da Pablo Iglesias e dal ministro dell’interno Marlaska e non hanno parlato del fatto più grave ovvero l’aggressione fisica con lancio di pietre e bottiglie da parte di militanti di estrema sinistra contro i sostenitori di Vox in occasione di un comizio di Santiago Abascal il 7 aprile.

Gli autori dei due articoli citati si concentrano su fatti sicuramente condannabili ma di cui non si conoscono gli autori e quindi difficilmente attribuibili direttamente a Vox.

Viceversa, sui fatti di Vallecas la complicità di Podemos e del PSOE si è vista grottescamente quando si è sentito Pablo Iglesias parlare di “provocazione da parte di Vox” e il giornale “El Mundo” riportare che la polizia avrebbe subito pressioni dal ministero dell’interno per non agire in maniera efficiente. 

Anche all’interno dell’Unione Europea si è vista complicità stando a quanto sostenuto in un pezzo de “Gaceta de La Iberosfera” del 23 aprile secondo il quale Il PPE e Renew Europe si sarebbero uniti alla sinistra nel rifiutare un dibattito sui fatti di Vallecas perché essendo Vox contrario all’immigrazione e difensore dei valori cristiani la violenza contro di esso dovrebbe essere addirittura premiata e gli aggressori considerati i partigiani del XXI secolo.

Dalla Spagna all’Italia all’Europa nessuno si salva dall’omissione, giustificazione o banalizzazione delle discriminazioni che anche i sovranisti e i conservatori veri possono ricevere e questo è qualcosa di gravissimo per la salute delle nostre democrazie, tanto più se anche chi come l’Unione Europea se ne fa promotore chiude l’occhio di fronte ad episodi del genere.

Tornando alla Spagna si può invece constatare che tanto Santiago Abascal quanto Rocio Monasterio hanno affermato più volte esplicitamente di condannare “ogni tipo di violenza” e quindi rivolgendosi implicitamente anche gli attacchi ai danni dei loro avversari. In questo contesto si sono dimostrati sicuramente più rispettosi delle istituzioni democratiche di chi li dipinge come i nuovi nemici dell’occidente.