Il Senato conferma Amy Coney Barrett

di Maria Cristina Ferraro
27 Ottobre 2020

Il Senato USA, ha approvato la nomina a Giudice della Corte Suprema di Amy Coney Barret, che va a coprire il posto rimasto vacante dalla scomparsa di Ruth Bader Ginsburg. Portando così ai conservatori una maggioranza di 6 a 3 sui liberal, nella Corte Suprema.

Non sono mancate le perplessità e le critiche intorno a questa nomina mai così risicata 52 voti a favore contro 48 contrari uno dei quali della Senatrice Repubblicana Susan Collins. Dubbi e tentennamenti riguardanti una nomina troppo ravvicinata alle elezioni presidenziali.

Nomina che segna un importante traguardo per la Politica di Trump. Amy Coney Barrett, 48 anni, avvocato, moglie e madre di sette figli, cinque naturali e due adottati di origine Haitiana.

Nata in Louisiana, la maggiore di sette figli, studia grazie ad una borsa di studio alla Notre Dame Law School ottenendo, per essere stata la prima nella sua classe, il Premio Hoynes, la più alta onorificenza della facoltà di giurisprudenza.

Lei Cattolica, Conservatrice e Antiabortistada subito stereotipata appena Trump ne fece il nome.

Eppure guardando oltre questa rappresentazione e le ulteriori descrizioni dei democratici che avrebbero preferito un’altra tipologia di candidato, e che anzi da questa “sconfitta” invocano il popolo americano a “votate contro di loro” Twitta così Hilary Clinton o la candidata Vicepresidente democratica Kamala Harris che sottolinea: “non si dimenticherà quest’atto illegittimo dei repubblicani contro la volontà della gente.”

Si deve, invece, guardare ad una donna giovane in carriera, forte delle sue idee, madre realizzata.

Che non ha anteposto la carriera alla famiglia, ma le ha fatte combaciare riuscendo a dare un importante dimostrazione che l’avere l’una non necessariamente impedisce di avere l’altra. Solo questo sembrerebbe porla in antitesi al femminismo liberal.

Oppure perché in precedenza aveva sottolineato l’esigenza non di eliminare l’aborto ma di limitare gli aborti tardivi. Ambiziosa sicuramente competitiva, altrimenti oggi non ricoprirebbe quel seggio.

Questo dimostra e sottolinea un futuro tutto in divenire. Amy Coney Barrett da oggi è un simbolo chiaro e nitido, di un’altra tipologia di donna, la donna conservatrice, che ci si ponga a favore o contro le sue idee o la sua cultura, lei è lì a sostenerle,a difenderle, a battersi.

Inoltre, durante il giuramento ha tenuto a sottolineare come le sue preferenze e le sue idee politiche non interferiranno poiché sarebbe come andare contro il dovere affidatole.