I dilemmi della destra spagnola

di Raimondo Franchetti
9 Aprile 2021

Nella giornata di mercoledì 7 aprile, in occasione di un comizio di Santiago Abascal nel quartiere di Madrid Vallecas dei manifestanti di estrema sinistra sostenuti e successivamente anche difesi dal partito Podemos, in coalizione al governo con il PSOE, hanno aggredito con pietre diversi militanti di Vox ferendo molte persone.

 Sui canali social del Partito Popolare, principale formazione di opposizione, sono emersi diversi messaggi di solidarietà nei confronti di Abascal tra cui emerge quello del presidente Pablo Casado in cui il leader di Vox è chiamato amichevolmente Santi.

Si tratta dei primi messaggi di cordialità tra i due partiti da ottobre 2020 quando in occasione di una mozione di sfiducia con scarse possibilità di riuscita presentata da Abascal contro il governo, Casado si espresse in termini molto duri nei confronti della nuova formazione della destra Spagnola accusandola di estremismo e lasciando intendere la volontà di spostare il Partito Popolare verso posizioni centriste.

A fronte di questa strategia di comunicazione i Popolari non si fecero alcun complesso a criticare violentemente quasi ogni misura del Presidente del Consiglio Pedro Sanchez arrivando fino ad opporsi al piano per la gestione dei fondi del Recovery Fund che paradossalmente passò grazie all’astensione di Vox e sui temi etici rimase saldo nei valori conservatori votando contro la legge sull’eutanasia. Per questo motivo appare abbastanza infondato il timore avanzato da Abascal in merito ad una possibile alleanza tra popolari e socialisti e la storica accusa ai primi di essere una “Derechita Cobarde” (Destrina Codarda) piuttosto eccessiva.

Nonostante sia legittimo rimproverare i popolari di debolezza nella risoluzione del problema migratorio e del separatismo nell’ultimo decennio oltre che di un silenzio troppo lungo sui temi culturali non si può parlare di una deriva liberal come per tanti altri partiti appartenenti alla famiglia del Partito Popolare Europeo.

Dal canto suo, Casado deve capire che senza il sostegno di Vox sarà impossibile andare al governo del paese e quindi dovrebbe evitare di fare una chiusura netta. Come sostenuto da Josè Maria Aznar, fondatore del PP e Primo Ministro del paese dal 1996 al 2004 il compito dei popolari negli anni novanta era stato quello di unire le diverse famiglie della destra per contrastare e sconfiggere l’egemonia politica socialista e che se perdeva questa funzione avrebbe fallito la sua missione.

Aznar si è sempre rifiutato di definire Vox un partito di estrema destra e parla di Santiago Abascal come di un “ragazzo pieno di qualità”.

In effetti se si analizza il programma di Vox si trovano sicuramente delle posizioni molto radicali ma nulla che lasci pensare ad un pericolo per la democrazia o la tutela dei diritti fondamentali. Insomma, siamo di fronte ad una situazione in cui da anni entrambi i partiti si lanciano accuse molto dure senza che queste abbiano un fondamento valido con la conseguenza che fanno molta fatica a comprendersi e intanto il paese si trova in mano ad una sinistra veramente pericolosa per la democrazia del paese.

Basti pensare che in autunno persino la Commissione Europea ha avuto delle perplessità di fronte ad una legge riguardante il rinnovamento della Corte Costituzionale e che a dicembre è stata approvata una legge che proibisce l’utilizzo del castigliano nelle scuole catalane.

 In una situazione del genere il caso italiano avrebbe molto da insegnare alla destra spagnola. In Italia, ci sono tre partiti di destra appartenenti a tre famiglie diverse nel Parlamento Europeo e in questo momento si trovano ad essere uno all’opposizione e due al governo.

Ciò nonostante, non hanno mai messo in discussione l’idea di presentarsi insieme alle prossime elezioni ed è quasi sicuro che nel 2023 vinceranno.

Si spera quindi che per salvare la propria nazione da una sinistra liberticida, assassina e comunista i principali partiti della destra spagnola abbandonino le proprie divisioni settarie e imparino dall’Italia almeno ad avere rapporti cordiali se è difficile l’ipotesi di una vera e propria coalizione. Sarebbe già un bel passo avanti per realizzare una sana reazione conservatrice non solo in Spagna ma anche nell’intera Europa.