Alla scoperta degli osservatori delle elezioni russe

di Redazione
19 Settembre 2021

di Margherita Saltini

SAMARA – La prima impressione delle elezioni russe, dove mi trovo come esperta internazionale e parte del gruppo di monitoraggio delle elezioni, è stata credere che fosse simile all’Italia.

Nella regione di Samara che mi è stata assegnata, con l’inizio del voto ho visitato vari seggi nella compagnia e nella periferia e tutti mi avevano inizialmente ricordato casa. Saranno stati i seggi in scuole un po’ fatiscenti con bidelle in camicioni a fiori all’ingresso, gli scrutinatori in banchetti piccoli con grandi registri davanti e i timbri tondi con le firme del presidente del seggio, accompagnati però da un adesivo olografico. Perfino il sistema elettorale misto (50% proporzionale, 50% uninominale) assomiglia a quello attuale italiano, anche se si vota su due schede separate.

Poi ho iniziato a scorgere dettagli di un’elezione ben più tecnologica e organizzata di quanto mi aspettassi, mettendo fine ai paragoni con l’Italia.

LE TELECAMERE

Ogni seggio ha almeno una telecamera rivolta all’urna e alla cassaforte in cui si inseriscono i voti notturni e domiciliari, in alcuni seggi sono addirittura sei e non coprono la cabina elettorale. Sono state un grosso investimento da parte delle autorità centrale, volte a rassicurare la popolazione della trasparenza delle elezioni. La grande maggioranza dei seggi trasmette in diretta le immagini dei seggi e sono accessibili ai cittadini di tutta la Russia da remoto.

LE MACCHINE PER IL CONTEGGIO DEI VOTI

Lo scrutinio avverrà in alcuni seggi manualmente, in altri tramite una macchina apposita che mostra il numero esatto di schede inserite già durante i giorni di voto. Le macchine non sono collegate a internet, scannerizzano e rilevano i voti che verranno poi stampati solo a chiusura delle urne. É facile inserirvi la scheda elettorale e danno il grande vantaggio di avere un risultato immediato a fine votazione, senza errori o manipolazioni.

GLI OSSERVATORI CIVICI

A fianco dei rappresentanti di lista che monitorano i seggi per i partiti, ho scoperto l’esistenza di una schiera di osservatori civici estremamente organizzati e completamente ignorati dai media internazionali. Nella visita alla Camera Civica delle elezioni della Regione di Samara, organizzazione apartitica che riunisce gratuitamente rappresentanti di  ONG, avvocati, notai e perfino bloggers , ho visto una trentina di giovani studenti volontari di legge o informatica che stavano monitorando da singoli computer seggi di tutta la regione. Nella regione di Samara ci sono altre due sedi per il controllo “virtuale”. Gli osservatori virtuali della Camera civica si sommano a quello presenti nei seggi per un totale di 5500 nella regione di Samara e 500.000 in tutta la Russia: sono volontari che hanno passato un corso specifico e sono attrezzati di un manuale. Le loro osservazioni di anomalie vengono valutate dagli esperti legali della Camera Civica, insieme alle segnalazioni di un numero verde o di singole organizzazioni civili. E qui il vicedirettore della Camera Civica, un gentile avvocato, mi ha segnalato un fatto curioso: la maggior parte degli avvisi ricevuti provengono da un’ associazione specifica, “Movimento per il voto” che ha però sede negli Stati Uniti d’America. Mi ha assicurato che loro verificano in ogni caso ogni loro segnalazione al pari delle altre, ma ha trovato curioso che un’organizzazione finanziata dall’estero avesse tanta partecipazione.

Oltre alla Camera Civica, ci sono altri tipi di osservatori indipendenti, tra cui il prestigioso ufficio della Commissione per i diritti umani della Regione. La Commissaria dei diritti umani di Samara, Olga Dimitrieva, ci ha mostrato i tavoli di osservatori virtuali, aperti a qualunque cittadino interessato e ci ha detto di non aver rilevato alcuna violazione elettorale. Se dovesse invece rilevarla, il Commissario avrebbe potere di prendere decisioni immediate e in contatto con il Procuratore. La Commissione per i diritti umani è un organo indipendente, che agisce per le violazioni dei diritti non solo in campo elettorale e che, nonostante le richieste dell’ONU, non è ancora stata istituita in Italia. Quando il Commissario Dimitrieva ci ha chiesto il funzionamento delle Commissioni nei nostri paesi, ho dovuto ammettere con vergogna la sua assenza in Italia, tra lo stupore degli altri esperti e della Commissaria stessa, che si è offerta di venire in Italia a indicarci come fondare un organo indipendente di tale importanza, che possa superare i metodi di ricorso elettorale attualmente presenti in Italia “uguali a quelli presenti in Unione Sovietica”.

IL VOTO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

In un contesto russo in cui le misure di profilassi non sono sempre rispettate, nei seggi invece vige un rigore assoluto per l’obbligo di mascherine e la misurazione della febbre all’ingresso. In alcuni seggi ci sono misure aggiuntive come lo spray disinfettante obbligatorio all’entrata o i guanti, oltre che scrutatori con la tuta protettiva e le visiere. 

Per evitare assembramenti, il voto è stato istituito in 3 giorni, da venerdì a domenica. Alla chiusura serale dei seggi, i voti vengono trasferiti in una busta chiamata “safe packet”, sigillata, firmata e poi riposta in una cassaforte monitorata 24h da una telecamera fissa e dalla polizia. Verrà riaperta solo alla chiusura dei seggi.

La paura di contagio ha prodotto un incremento di adesione al voto a domicilio, prenotabile prima: gli scrutinatori, insieme ai rappresentanti di lista e gli osservatori civici, si recano nelle case dei votanti con una valigetta-urna blindata. Al ritorno al seggio, anche i voti raccolti a domicilio vengono riposti nel safe packet e poi in cassaforte.

Infine, in sette regioni russe da quest’anno è possibile votare dal cellulare. É un progetto pilota, nuovo per il contesto elettorale russo. Gli elettori devono registrarsi per il voto online prima delle elezioni, in modo da non apparire nei registri elettorali cartacei dei seggi e non poter votare due volte. Si scarica l’applicazione del voto e ci si accede tramite un’altra app che contiene tutti i dati e i documenti dell’elettore (tipo l’app IO). Poi una volta entrati nell’app si ha accesso alle istruzioni di voto e a schede facsimile e infine si può votare semplicemente cliccando la propria opzione. Se ci sono problemi tecnici di connessione al momento del voto, il voto non viene inviato per 24 ore con possibilità di modifica.

Per concludere, c’è uno grosso divario tra una partecipazione elettorale non alta e la partecipazione all’osservazione elettorale: i russi che votano non sono tanti, scoraggiati da una mentalità antica e gattopardiana del “tanto non cambia nulla”, ma c’è moltissima attenzione al processo elettorale, alla ricerca di trasparenza. Finora non ho assistito a anomalie elettorali ma a un clima sereno di voto in una vasta regione russa dotata di industrie e agricoltura. Anzi, la ricerca di trasparenza e la tranquillità comportamentale dell’ elettore medio lo portano a non cercare di celare troppo il voto, e quindi a non tirare le tende della cabina elettorale o piegare le schede. Questo si verifica soprattutto con gli elettori più anziani, mentre i giovani stanno utilizzando maggiormente lo strumento del voto online.