Al tavolo europeo sta per avvenire una cena con delitto

di Redazione
5 Ottobre 2021

di Margherita Saltini

Stiamo per assistere a un thriller degno dei migliori romanzi di Agatha Christie. La vittima già la si conosce, è lo smisurato ego di Emmanuel Macron.

La location è Brdo pri Kranju, in Slovenia, dove si terrà la cena informale dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea prima del Summit sui Balcani occidentali di domani.

Ma chi di chi sarà la mano insanguinata? Chi, tra i vari leader europei presenti attaccherà per primo la visione onirica e francocentrica del Presidente francese?

La nostra vittima Macron, baldanzoso dopo un incontro mattiniero semi-riparatore con il Segretario di Stato USA Blinken (che ha provato a rimediare al grandissimo torto alla Francia della vendita AUKUS di sommergibili militari) sta andando incontro al colpo finale.

Sta per affrontare i colleghi europei, mai come ora disomogenei nella politica estera e nelle relazioni con la Cina, con gli USA e con la Russia, che una politica strategica in difesa europea è possibile. Anzi, è proprio convinto che la Francia possa investirsi del ruolo di guidare una politica estera europea indipendente dagli USA e che possa rivolgerla a proprie aree di interesse come il Sahel.

Sarà forse una pernacchia dell’atlantista Primo Ministro Draghi a riportarlo alla realtà? O forse uno sbadiglio della uscente Cancelliera Merkel, distratta dalle infinite negoziazioni che si prospettano per la Germania elettorale?

O forse, come profetizza Le Figaro, sarà un paese baltico a far risuonare con un pugno sul tavolo la propria perplessità riguardo al seguire la Francia verso un possibile peggioramento delle relazioni con gli americani?

Oppure, peggio ancora, ci sarà da parte di tutti i leader europei un glaciale silenzio, pari a quello che ha accompagnato il mancato sostegno europeo alla Francia dopo il caso AUKUS. 

Dopo anni di vituperazioni francesi e di imposizioni franco-tedesche in Europa, Macron stasera si riscoprirà isolato e solo. Una stilettata al cuore dell’orgoglio francese del Président, a pochi mesi dalle elezioni presidenziali che lo taglieranno fuori dai tavoli europei per davvero.