“Liberi dalla paura per vivere come guerrieri”, intervista a Michele Putrino

di Redazione
5 Maggio 2021

Essere presenti a se stessi, riscoprire il rapporto con la natura, cercare un equilibrio nelle cose del mondo. C’è tanto bisogno di tutto questo, e ce ne accorgiamo sfogliando “Liberi dalla paura”, l’ultimo libro di Michele Putrino. Edito da Uno Editori e pubblicato nell’aprile 2021, il testo si pone un obiettivo chiaro e concreto: aiutare i lettori a conoscere, analizzare e superare le proprie paure. La paura ci spinge ad azioni impulsive, fa leva sulle nostre ansie e si nutre della nostra fragilità. Grazie a questo “manuale pratico”, impariamo a rimuovere tutto ciò che ci opprime, scoprendo i segreti della libertà attraverso storia, filosofia e religione. L’autore ha risposto alle nostre domande, consentendoci di approfondire al meglio questa interessantissima lettura. 

  • Nel suo libro viene affrontato il tema delle paure: paure naturali e paure mentali. Quanto è importante oggi liberarsene, e cosa significa per lei avere coraggio?

Liberarsi dalle paure mentali oggi è fondamentale perché sono proprio queste paure che ci portano a chiuderci in noi stessi e ci rendono facilmente manipolabili da chi ha l’interesse per farlo. Sono le nostre paure, infatti, a spingerci tra le braccia dei vari pifferai magici di turno. Il coraggio, di conseguenza, consiste nella nostra capacità di uscire da quel mondo mentale in cui ci siamo rinchiusi per imparare a guardare in faccia la realtà per quella che veramente è, e agire di conseguenza.

  • Tecnologia, burocrazia e paure: qual è il legame tra queste realtà, e perché il tema delle paure è così profondamente attuale?

Lo sviluppo della tecnologia è direttamente legato alle nostre paure: senza la paura di “rimanere indietro”, di non essere aggiornate, di non essere “a passo con il mondo” le persone non avrebbero la ben che minima preoccupazione di correre a comprare l’ultimo costosissimo modello di smartphone o l’ultima automobile super tecnologica; e questo, com’è ovvio, non consentirebbe lo sviluppo della tecnologia. Per non parlare poi dell’eterna illusione della sicurezza costantemente promessa dalla tecnologia. Insomma, più aumentano le paure nell’animo degli individui, più aumenta la richiesta di alta tecnologia e più la tecnologia stessa si sviluppa. La costante crescita della burocrazia segue uno sviluppo simile: la paura presente nei vari dirigenti di sbagliare e di perdere il controllo della situazione non fa altro che aumentare, di volta in volta, i vari processi di controllo e i vari regolamenti, contribuendo ogni giorno di più a far crescere il mostro burocratico nelle varie istituzioni, tanto da trasformare la vita di chiunque venga inghiottito da esso in un incubo. Se pensiamo che ormai da anni, nei vari uffici, tra colleghi impiegati, anche se vicini di scrivania, qualsiasi comunicazione, anche la più banale, avviene tramite email perché “così rimane traccia che io la comunicazione l’ho fatta in modo adeguato”, diventa facile comprendere in quale folle mentalità burocratica ci hanno scaraventato le nostre paure. Tutto il nostro mondo oggi è alimentato dalle paure e direi che è sufficiente pensare alla situazione nell’ambito della tecnologia e in quello della burocrazia per comprendere quanto è profondamente attuale il tema delle paure.

La copertina del libro
  • Le paure alimentano ciò che lei definisce “Sistema”. In cosa consiste? E come mai l’uomo ha iniziato ad allontanarsi sempre più dalla Natura?

Il Sistema è il mondo in cui viviamo tutti noi oggi: è l’apparato che ci ha staccati dalla nostra armonia con la Natura, armonia che ci consentiva di essere autonomi e indipendenti tanto da poter realizzare serenamente la nostra natura interiore, per gettarci in un meccanismo in cui ognuno di noi deve svolgere sempre più un compito specifico, funzionale non alla realizzazione della nostra persona bensì all’apparato, al Sistema, appunto. Questo non è certo un processo che ho notato solo io oggi: come spiego e dimostro nel mio libro, proprio di questa “caduta” nel Sistema parla la Bibbia nel famoso racconto della cacciata dall’Eden di Adamo ed Eva, così come sempre di questa “caduta” narrano i vari miti dell’epoca greco-romana in cui si parla della celebre “età dell’oro”. Anche in questo caso l’uomo ha creato e si è rinchiuso in questo Sistema ancora una volta per paura. Per comprenderci facilmente, immaginate di trovarvi in una foresta e, all’improvviso, invece di cercare di adattarvi all’ambiente circostante, iniziate ad avere paura di quello che potrebbe spuntare dalla foresta. All’inizio, per sentirvi al sicuro, create un recinto intorno a voi fatto con il legname che trovate nei dintorni; ma dopo un po’ la paura torna a presentarsi perché vi convincete che il legno non è sufficiente a proteggervi, e allora create il recito con delle pietre; ma poi pensate che è troppo sottile e lo fate ancora più spesso; e poi che è troppo basso e allora lo fate ancora più alto e così via, fino a quando ciò che doveva proteggervi diventerà la vostra prigione per cui sarete sempre più costretti a lavorare per mantenerla in piedi e farla sempre più grande. Ecco cos’è successo ed ecco perché l’uomo si è sempre più allontanato dalla Natura sprofondando in un profondo e crescente malessere esistenziale: logica conseguenza dello staccarsi dal proprio habitat naturale.

  • In che modo l’espansione delle città e lo sviluppo del pensiero astratto hanno contribuito e contribuiscono tuttora ad incrementare le nostre paure?

Quando smettiamo di vivere in armonia con il mondo che ci circonda, iniziamo a chiuderci in noi stessi, e questo ci porta a ingigantire a dismisura i pericoli e a immaginare orribili situazioni che nella realtà nemmeno esistono (è un’esperienza che tutti, chi più chi meno, abbiamo provato). Infatti, i bambini hanno paura del buio proprio perché il buio li spinge ad accendere l’immaginazione e a “vedere”, così, terribili mostri. Ecco, vivere costantemente ed esclusivamente con i nostri pensieri astratti ci spinge a immaginare cose orribili. Non solo. Il pensiero astratto ci spinge a immaginare “mondi ideali” e questo ci porta a non accettare più le cose naturali della vita come la sofferenza e la morte, che prima o poi si presentano, e quando ciò accade l’evento ci fa a pezzi. L’espansione della città segue lo stesso processo ma, invece che per il singolo individuo, la cosa accade per intere comunità. Le città più sono grandi e più allontanano l’uomo dalla Natura creando in noi un forte senso di smarrimento esistenziale e di paura; allo stesso tempo la città ci dona una illusione della sicurezza, illusione che è, appunto, soltanto una illusione: anche in questo caso, infatti, quando poi accade qualche vero pericolo ci sentiamo come bambini smarriti.

  • Nella seconda parte del suo libro troviamo un approfondimento storico-critico sul legame tra religione e paure. Può spiegarcene l’importanza?

Per la comprensione della mia tesi, che porto avanti nel mio libro, quella parte è di fondamentale importanza; infatti, ho cercato di mostrare come, passaggio dopo passaggio, ci siamo sempre di più allontanati dall’armonia con la Natura per finire con il rinchiuderci in realtà astratte, in mondi che esistono soltanto nelle nostre teste. E questo, come abbiamo già detto, non può che sfociare inevitabilmente in un permanente stato di paura. In questa parte ho mostrato come le religioni, nel tentativo di porre rimedio a questo stato di angoscia, sono finite a spingere l’uomo ancor più nell’astratto e, quindi, ad alimentare ancor più le sue paure. Volendo, potremmo parlare di eterogenesi dei fini…

  • In quali termini l’affermazione del pensiero agostiniano ha influito sulla nostra percezione del quotidiano e sul nostro rapporto con il tempo?

Agostino, a mio parere, è il personaggio chiave di tutta questa storia, per un semplice motivo: è stato lui che è riuscito a far spostare, in modo definitivo e permanente, lo sguardo di tutti gli uomini occidentali (sia, quindi, dei ricchi e potenti che dei poveri) dal vedere la Natura come il luogo in cui tornare al concentrarsi sul futuro come “luogo e tempo” della salvezza di tutti noi. È con lui, infatti, che ha inizio questa forte convinzione presente in noi moderni che il tempo è lineare e che, quindi, nel passato esistono solo cose arretrate, oscure, maligne e barbariche mentre è nel futuro che risiedono la salvezza e tutte le cose meravigliose che possiamo immaginare. È proprio su questa convinzione del tempo che si basa la oggi dominante visione progressista dell’esistenza ed è sempre a causa di questa convinzione che oggi si è così ossessionati dalla tecnologia, dalla globalizzazione, dall’annullamento dei valori tradizionali, dell’appiattimento delle differenze di tutto e di tutti fino ad arrivare a sognare il transumanesimo. Come si vede è tutto connesso, ed è per questo che tutte queste cose sono portate avanti, con forte convinzione, dagli ambienti progressisti. È, infatti, tutto legato da un unico filo conduttore: il distacco dalla Natura da parte dell’uomo lo ha portato a chiudersi in mondi astratti, che a loro volta lo hanno portato a concepire il tempo in modo lineare dove nel passato risiede il “male” e nel futuro il “bene” che, a loro volta, lo hanno spinto a sognare oggetti super tecnologici, governi globali e mondi transumani. Tutto questo, ovviamente, sotto la perenne e sempre più crescete spinta della paura.

  • Nell’analisi delle paure è imprescindibile un accenno alla filosofia. Quali sono i pensieri di base che il suo libro abbraccia, e come si pone nei confronti della dottrina stoica?

In realtà, questo è un libro prettamente stoico. Sì, perché l’obiettivo dello Stoicismo, a differenza di quanto comunemente si crede, è molto chiaro: far “scendere” gli uomini dai mondi astratti e immaginari in cui si sono rifugiati e portarli a imparare a guardare in faccia la realtà per quella che è, al fine di tornare a vivere, così come recita il più celebre detto di questa filosofia, secondo Natura.

  • Soluzioni: quali prospettive ci possono essere per reimparare a “vivere secondo natura”?

Tutta la terza parte del libro è dedicata proprio a dare risposta a questa domanda. Noi abbiamo una grande fortuna, e cioè possediamo una filosofia, lo Stoicismo, che per più di mezzo millennio è stata intensamente coltivata nel mondo antico proprio con il fine di far tornare a vivere l’uomo secondo natura. Dunque non abbiamo la tremenda necessità di ripartire da zero, ma la fortuna data dal fatto che gli Antichi ci hanno consegnato qualcosa di molto importante da cui poter iniziare. Certo, adesso tocca a noi riprendere il lavoro adattandolo alla nostra epoca. E, infatti, questo mio libro vuole essere proprio un contributo per dare inizio a questo processo.

  • L’invito che lei rivolge ai suoi lettori è: “Siate guerrieri”. Può spiegarci il valore di questo messaggio?

Se guardiamo alle nostre vite e all’esistenza in generale con occhio realistico, appare evidente una cosa: tutti noi siamo indubbiamente nati per lottare. Questo, a mio parere, non è casuale perché, ne sono convinto, l’uomo svolge in questo mondo la funzione di resistenza. Mi spiego meglio. Avete presente le vecchie lampadine con quel leggero filo all’interno? Ebbene, quel filo tecnicamente si chiama proprio “resistenza”; questa resistenza, surriscaldandosi, si illumina, producendo la luce della lampadina. Sapete perché questo filo, questa “resistenza” si scalda fino a illuminarsi? Perché la sua utilità consiste nel collegare due polarità opposte che, scontrandosi nel filo, creano attrito fino ad emettere luce. È per questo che quel filo viene chiamato “resistenza”, perché deve resistere a questo scontro. Ecco, io credo che l’uomo è apparso in questo mondo per svolgere lo stesso compito di quel filo; ma per poter svolgere questo compito deve essere pronto a resistere agli scontri a cui è chiamato, non solo senza arretrare ma accettandoli di buon grado. Ma questo solo chi ha imparato a vivere da guerriero è in grado di farlo.

  • Il libro si conclude con un’appendice che contiene alcuni esercizi. Perché secondo lei dovremmo riscoprire la meditazione e il rapporto con i nostri “demoni”? 

Perché bisogna imparare a svolgere il proprio compito da combattenti a cui la vita ci richiama costantemente e, per fare questo, la meditazione stoica (che nulla ha a che fare con le meditazioni orientali) è di fondamentale importanza. Per quanto riguarda i nostri “demoni”, se ci pensate, questi non solo altro che le nostre paure, e come potremmo mai sconfiggere questi “demoni” se non trovando il coraggio di guardarli dritti in faccia senza paura?

Martina Petrò