Il peggio dell’ideologia gender fluid nel nuovo “Gossip girl”

di Pasquale Ferraro
11 Gennaio 2023

Che Netflix si confermi il megafono del più accanito radicalismo liberal, gender fluid, e politicamente corretto non è una novità, ma un dato assodato da tempo. La piattaforma streaming è il più importante e rilevante strumento di propaganda per la più becera ideologia liberal – radicale e vera alfiere  LGBTQI ( chi più ne ha più ne metta), ed agisce spesso sul pubblico più sensibile, quello dei giovanissimi, le menti più deboli – perché in formazione – assediate dalla nuova cultura arcobaleno. 

Nel corso degli anni abbiamo assistito a dissacrazioni  di ogni sorta, alla violenza perpetrata contro secoli e secoli di letteratura e di storia. Per non parlare della banalizzazione tendente al ridicolo delle tematiche razziali. Perché ritrarre  come persone “ di colore” l’aristocrazia inglese, regina compresa, agli inizi dell’Ottocento non è “rivoluzionario”, o egualitario, ma imbecille e banale. Significa anche mostrare poco rispetto per le lotte politiche delle minoranza, utilizzate come semplice merce, dall’ideologia più vuota e povera che esista,  e per questo la più pericolosa: il politicamente corretto. Non dimentichiamo gli eroi omerici in salsa afroamericana, anche qui Zeus compreso, con Achille in versione Maestro Enomao di Spartacus. Peccato che i micenei erano di tutt’altra etnia.   

Siamo oramai immersi nella più spregiudicata strategia di indottrinamento indiretto che si sia mai vista, sopratutto all’interno di società democratiche come quelle occidentali. Dottrine miranti sopratutto alle giovani menti, ai più piccoli. Ne è una dimostrazione l’ultimo progetto che è approdato su Netflix: Gossip Girls. Nulla a che vedere con la storica serie andata in onda dal 2007 al 2012, vera e propria fucina di attrici e attori attivissimi tanto nel cinema, quanto nel nuova frontiera della serie. 

Certo gli eccessi non mancavano neanche li, se per eccessivo intendiamo un pò di alcol, qualche scandalo politico e una vita sessuale dei protagonisti molto attiva. Una serie troppo bianca, troppo etero e sopratutto politicamente scorretta per i nuovi standard culturali americani e non solo. 

Così le avventure di Serena van der Woodsen & Co., nella elitaria Upper East Side e sotto lo sguardo attento di “Gossip Girl”, hanno lasciato il posto ad una serie dagli standard artistici più che banali, per non dire terribili. Ma condita delle più inaspettate perversioni. 

I protagonisti consumano droghe e ne parlano quasi fosse una via di mezzo fra la Coca cola e la Pepsi, e alle tradizionali scappatelle in hotel e limousine della serie originale, preferiscono consumare  rapporti sessuali di gruppo nella Cappella del Liceo, con tanto di crocifisso in vista, e altare come comodo base.   Come ciliegina sulla torta un bel rapporto incestuoso, come se non bastasse nella sconfinata babilonia ritratta da un gruppo di sceneggiatori oltre che politicamente asserviti all’ideologia, psicologicamente disturbati, anche tanto. 

Niente a che vedere con quel “sono Gossip Girl, la vostra sola fonte di notizie sulle vite scandalose dell’élite di Manhattan”.  Qui non è la notizia e la sua fruizione  ad essere il centro della trama, ma la depravazione morale e il decadimento dell’essere umano a bestia non pensante. Giovani assuefatti da droghe e medicine, senza alcuna morale. 

Queste sono le serie che vengono spacciate alle giovani generazioni, in cui tutto viene dissacrato. E sopratutto dove tutto deve essere “fluid” e “poliamoroso”, nulla che possa essere riconducibile alle vecchie relazioni patriarcali. Perché avere un amante, quando puoi averne tanti e sopratutto contemporaneamente ? Senza dimenticare che per gruppo si intende una serie di rapporti sessuali di varia natura e genere. 

Questi sono i modelli che i “liberlal “ cercano di plasmare, una puntata dopo l’altra, di una infinita sequela di serie, scritte per essere subdoli strumenti politici e culturali. Poco importa se come sempre è l’arte ad essere non solo assente, ma ripudiata per genuflettersi al pensiero dominante che nella distruzione e nel nichilismo estremo trova la sua ragione.