Errare è umano perseverare è Diaboli(co)k

di Pasquale Ferraro
11 Dicembre 2022

Non ci sono dubbi, il secondo capitolo sul Re del Terrore  firmato dai Manetti Bros è una pellicola da urlo, nel senso che vien proprio la voglia di urlare, poi prevale il senso del pudore e della buona creanza, unico motivo per cui non si da seguito immediato all’istinto. 

L’impatto dello spettatore con la prima scena è ai limiti del ridicolo, un’offesa alla settima arte, l’uccisione della guardia giurata è imbarazzante . 

I movimenti goffi, lenti,  come se le immagini andassero al rallentatore, hanno reso quella che forse nelle fantasmagoriche idee dei registi doveva essere una scena d’azione, nella rappresentazione plastica di quello che si definisce la quintessenza del dilettantismo. 

Una recita scolastica preparata in pochi giorni, con un copione sterile e scritto male, male interpretato, senza impegno, senza alcuno slancio artistico, nulla. 

Senza dimenticare alcune sequenze ai limiti della banalità: un ladro come Diabolik, con la sua conoscenza della refurtiva, con la sua attenzione ai particolari, con la piena comprensione del valore economico ma anche artistico dei singoli oggetti, delle opere d’arte, dei gioielli non avrebbe mai rovesciato  un borsone con un’intera collezione di preziosi come un sacco di patate. Ma si sa la cura del particolare non è oggetto di questa pellicola.

Sceneggiatura imbarazzante, battute elementari, copione sterile, scenografia eccessivamente fumettistica e lontana dalla realtà rendono l’idea di quello che è un  disastro cinematografico. 

Le sequenze degli ambienti malfamati, quelli con protagonista tale Urban – che sembra uscito da una puntata di “Camera caffè” andata male- sono di una pittoresca puerilità,  da lasciare spiazzati, talvolta si ha il dubbio che non si tratti di una pellicola cinematografica ma piuttosto di una banale sitcom.  Stendiamo la solita trapunta su Osvaldo il maggirdomo di Altea di Vallemberg,( Monica Bellucci)  perché il tutto non è solo imbarazzante, ma offensivo verso gli spettatori. Poi non lamentiamoci se le sale sono vuote e il cinema italiano è in uno stato comatoso. 

L’interpretazione del nuovo protagonista Giacomo Giannotti, che avrebbe dovuto far dimenticare quella da sociopatico di Luca Marinelli, è risultata evanescente, viste anche le poche scene che lo vedono come protagonista, certo un lampione è più espressivo, si è passati da un Annibal Lecter di provincia ad un manichino più adatto ai foto romanzi che al cinema. 

Miriam Leone come già nella prima pellicola è riuscita con le sue movenze, l’eleganza e l’indiscusso fascino a dare un po’ di spessore al personaggio centrale di Eva Kant, nonostante il copione, ma talvolta è apparsa eccessiva in qualche ondeggiamento, troppo teatrale e poco realistico, soprattutto in un’epoca – quella dell’ ambientazione- in cui certe scemenze da instagram ancora non esistevano. 

Valerio Mastrandrea ne è uscito da solito buon caratterista  con eleganza, una buona interpretazione, con la quale ha dato nuovamente personalità alla figura di Ginko ancora più protagonista in questo secondo tragicomico capitolo. 

La figura di Altea di Vallemberg che nel fumetto ha un ruolo determinante soprattutto per Ginko ed è protagonista di avventure avvincenti, ricalca i tratti di quella celebre e iconica pubblicità Ferrero solo che invece di Ambrogio ha al suo servizio Osvaldo che però fa il maggiordomo e non l’autista, e Monica Bellucci pur sempre bellissima, non è certo entrata nel personaggio. 

La trama è costantemente forzata, nessuna traccia  di quei minimi elementi di noir richiesti dal personaggio, gli attori e le comparse sembrano assolutamente distaccate. Così come i dialoghi, banali, elementari, senza quella minima complessità, quella articolazione necessaria. Diabolik è un personaggio che ha tanto, molto, e non merita di essere mortificato con queste rappresentazioni alla “ vorrei ma non posso” che sinceramente offendono gli amanti di un personaggio iconico, dalle tinte noir e  affascinante per la sua poliedricità. Ma nulla, abbiamo sperato invano che il secondo capitolo cancellasse l’orribile primo film, ma i Manetti Bros hanno superato di molto le nostre peggiori aspettative, sono riusciti a fare peggio. 

Ed è il caso di fermarsi qui, e non andare oltre.  Abbiate pietà del pubblico e della creatura delle sorelle Giussani.