Ursula von Der Leyen e Viktor Orbán: scontro sulla legge che vieta la propaganda LGBT

di Daniele Dell'Orco
23 Giugno 2021

“Questo disegno di legge discrimina chiaramente le persone in base al loro orientamento sessuale” e “va contro i valori fondamentali dell’Unione europea: dignità umana, uguaglianza e rispetto dei diritti umani”. 

È la dura presa di posizione di Ursula Von der Leyen arrivata dopo la lettera firmata da 14 Paesi Ue, tra cui l’Italia, che si sono detti “preoccupati” dalla “deriva discriminatoria” in Ungheria. I 14 Governi hanno puntato il dito contro “gli emendamenti a una serie di leggi ungheresi (Protezione infanzia, pubblicità aziendale, media, protezione della famiglia e istruzione pubblica) che introducono un divieto di ‘rappresentazione e promozione dell’identità di genere diversa dal sesso alla nascita, il cambio di sesso e l’omosessualità’ per i minori di 18 anni”. I primi a firmare la missiva sono stati Belgio, Olanda e Lussemburgo. In seguito si sono aggiunti altri 11 Paesi, tra cui l’Italia.

“Non faremo compromessi sui principi Ue”, ha promesso von der Leyen “e userò tutti i poteri della Commissione per fare in modo che i diritti di tutti i cittadini dell’Ue siano garantiti”. “Credo fortemente – ha concluso – in un’Unione europea dove puoi essere chi vuoi essere e dove sei libero di amare chi ti pare”. 

Viktor Orban, dal canto suo, difende l’iniziativa: “La nuova legge ungherese” sul divieto di ‘propaganda gay’ ai minori di 18 anni “non è in conflitto con nessun alto ideale o legge europea”.

La misura, ha sottolineato, “stabilisce semplicemente con chiarezza che solo i genitori possono decidere sull’educazione sessuale dei propri figli”. “L’educazione nelle scuole non deve essere in conflitto con la volontà dei genitori, deve essere tutt’al più supplementare. La sua forma e il suo contenuto devono essere chiaramente definiti e deve essere soggetto al consenso dei genitori”.