Una firma contro l’aumento delle tasse, l’invito di Nazione Futura ai candidati in Emilia-Romagna

di Redazione
21 Gennaio 2020

Un carico fiscale complessivo pari al 59,1% dei profitti commerciali, in aumento di 6 punti, 238 ore necessarie per gli adempimenti fiscali e 14 pagamenti l’anno. È il ritratto della tassazione che grava sulle imprese in Italia, secondo il rapporto “Paying Taxes 2020” realizzato dalla Banca Mondiale e da Pwc, che in base al mix tra peso del fisco e fatiche connesse, assegna alla Penisola il 128esimo posto sui 190 Paesi in esame, in peggioramento rispetto al già non entusiasmante 116esimo posto della precedente edizione.

La situazione, diventata insostenibile per chi svolge iniziative private, rischia addirittura di peggiorare per via delle nuove imposte che vengono continuamente studiate dal governo giallorosso o dalle amministrazioni locali.

Per questo, prendendo spunto dal progetto “Taxpayer Protection Plege” ideato negli Stati Uniti dall’Atr Americans for tax Reform (https://www.atr.org/about-the-pledge), Nazione Futura intende approfittare delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 26 gennaio 2020 per organizzare un’iniziativa a difesa dei contribuenti. Un “Impegno a difesa dei contribuenti” con cui si chiede ai singoli candidati a consigliere regionale per la coalizione di centrodestra, se saranno eletti, di non alzare le tasse regionali durante il loro mandato. Dopo le elezioni i firmatari eletti verranno monitorati e lodati o criticati pubblicamente a seconda che abbiano rispettato o violato l’impegno preso.

In particolare, a non introdurre nuovi tributi regionali e a non alzare quelli esistenti quali l’Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), l’Addizionale regionale Irpef, la Tassa automobilistica regionale (bollo auto), l’Imposta provinciale di trascrizione veicoli (IPT), la Tassa regionale di abilitazione all’esercizio delle professioni, l’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, la licenza di appostamento fisso di caccia, la concessione di costituzione di aziende faunistico-venatorie, la concessione di costituzione di centri privati di produzione selvaggina, l’abilitazione all’esercizio venatorio, la licenza per la pesca nelle acque interne, l’abilitazione alla ricerca e alla raccolta dei tartufi, l’imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione dei beni del patrimonio indisponibile, la tassa per il diritto allo studio universitario, il Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, la Tariffa fitosanitaria di esportazione o importazione di vegetali e prodotti vegetali, l’Addizionale regionale all’accisa sul gas naturale e tutti gli altri tributi e addizionali di competenza regionale.

Un patto d’onore che gli amministratori che ambiscono a rappresentare i cittadini e le loro aziende dovrebbero sentire il dovere di accogliere, per difendere gli interessi di un’intera classe sociale che produce ricchezza ma che viene continuamente vessata dalla pressione fiscale.

È possibile inviare il pledge scannerizzato e firmato al seguente indirizzo email: info@nazionefutura.it