Tutti gli errori comunicativi del narcisista Conte

di Redazione
24 Marzo 2020

Ovidio, poeta tra i più illustri della letteratura latina, scriveva,  nei primi anni dopo la nascita di Cristo, il famoso racconto di Narciso.
Quando Narciso, secondo la versione romana, raggiunse il sedicesimo anno di età, era un giovane di tale bellezza, che ogni abitante della città, uomo o donna, giovane o vecchio, si innamorava di lui; ma Narciso, orgogliosamente, respingeva tutti. Un giorno la ninfa Eco seguì il bel giovane tra i boschi, desiderosa di rivolgergli la parola, ma era incapace di parlare per prima, perché costretta a ripetere sempre le ultime parole di ciò che le veniva detto.
Narciso, quando sentì dei passi, gridò: “Chi è là?”, Eco rispose: “Chi è là?” e così continuò, finché Eco non si mostrò e corse ad abbracciare il bel giovane. Narciso, però, allontanò immediatamente in malo modo la ninfa, dicendole di lasciarlo solo. Eco, con il cuore infranto, trascorse il resto della sua vita in valli solitarie, gemendo per il suo amore non corrisposto, finché di lei rimase solo la voce.
Nemesi, ascoltando questi lamenti, decise di punire il crudele Narciso. Il ragazzo, mentre era nel bosco, si imbatté in una pozza profonda e si accucciò su di essa per bere. Non appena vide per la prima volta nella sua vita la sua immagine riflessa, si innamorò perdutamente del bel ragazzo che stava fissando, senza rendersi conto che era lui stesso. Solo dopo un po’ si accorse che l’immagine riflessa apparteneva a sé e, comprendendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell’amore, si lasciò morire struggendosi inutilmente.

Dal 31 gennaio 2020, dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, l’Italia è in stato di emergenza e, da allora, solo la sera del 7 marzo sono state date le prime disposizioni al fine di contenere e limitare il contagio di Codiv-19.
Oltre un mese dopo che la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva chiesto lo stato di emergenza.

Ma cosa è stato fatto da Gennaio ad oggi? Facciamo un breve ed essenziale riassunto, mi perdoneranno i più saccenti se non seguo la precisa cronistoria.

In un primo momento era stato annunciato l’arrivo del virus, scappato da Wuhan da un presunto pipistrello o un laboratorio militare; mentre alcuni partiti di centrodestra assieme ai Governatori di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia chiedevano controlli serrati, chiusura delle frontiere e misure per prevenire il contagio, alcuni partiti di centrosinistra e al Governo invitavano i cittadini ad assumere atteggiamenti sereni e quotidiani; le Sardine invitano a dissociarsi dal fascismo; Zingaretti e i Dem abbracciano i cinesi; l’invasione dei social network con l’hashtag #lamiacittanonsiferma; all’arrivo dei primi casi in Italia sono state chiuse le scuole; rimandate alcune partite e chiusi alcuni gli stadi; niente allarmismo, muoiono solo i vecchi con pregresse e gravi patologie; le prime corse ai supermercati e in farmacia alla ricerca di mascherine e gel disinfettanti, tutto tranne le penne lisce; prorogata la chiusura delle scuole mentre tanti italiani erano al mare o in coda sugli impianti sciistici; dibattito da Nobel sul campionato di calcio falsato; vengono fatte le prime zone rosse in Lombardia; il nord si svuota di italiani residenti al centro sud; Zingaretti positivo al Covid-19; milioni di italiani si riscoprono podisti; l’OMS dichiara pandemia; blocco totale del Paese.

Se fosse un racconto di Ovidio probabilmente ci metteremmo a ridere leggendo le gesta dei nostri avi ai tempi di Cristo, eppure sono cronache dei giorni nostri.

Un Presidente del Consiglio che, in diretta TV a La7 lo scorso 27 gennaio, dichiarava che l’Italia era “prontissima” all’arrivo del Covid-19;
Un Presidente del Consiglio che lascia circolare liberamente bozze di Decreti Ministeriali prima di essere complete e pubblicamente annunciate;
Un Presidente del Consiglio che dopo aver permesso la circolazione di bozze di decreti, alimentando il caos, la fuga verso le stazioni, aeroporti e traghetti, alimentando il panico, annuncia solo a tarda sera e in diverse occasioni i provvedimenti che saranno vagliati, provvedimenti non pronti, non redatti, non certi e non approvati dal Parlamento;
Un Presidente del Consiglio che già in più occasioni annuncia le conferenze stampa dal profilo personale Facebook, aumentando così l’interazione con gli utenti, accrescendo il proprio consenso personale sui social network senza alcuna campagna pubblicitaria;
Un Presidente del Consiglio che chiede l’unità del Paese, delle Istituzioni con toni drammatici ma è il primo a commettere l’errore di ergersi a uomo solo al comando.

Dopo settimane dall’inizio della pandemia in Italia, stanco di fare da centralino telefonico tra amici, parenti e simpatizzanti che chiedono a noi semplici cittadini, con la passione per la politica (e non uomini delle istituzioni), che cosa fare, vista l’assenza di metodi chiari di comunicazione da parte del Governo e delle Istituzioni stesse, mi sono lasciato prendere dall’idea che questa storia sia davvero un racconto di Ovidio e che, al posto del Presidente del Consiglio, abbiamo Narciso, un sedicenne non eletto da nessuno che, pur di apparire una volta in più televisione con la sua brillantina e il sorriso da ragazzino ai primi amori primaverili, è disposto ad allontanare tutti coloro che cercano di aiutare il proprio paese.

Ma la storia sappiamo come va a finire.
Narciso si inabissa nella sua vanità e chissà che quella pozza d’acqua che lo risucchia non sia proprio il popolo italiano, stanco e stremato da un ragazzino vanitoso.

Federico Brandi